mercoledì 22 gennaio 2014

Le nuove armi per combattere la cellulite





Cronobiologia e staminali per le creme di ultima generazione dalla texture fluida e facilmente assorbibile 

La cellulite è sempre la stessa, quello che cambia sono le formule per combatterla. Niente di magico, almeno a prima vista. In realtà, qualcosa di speciale c’è: sono i cosmetici che rendono subito la pelle più soda e tesa, magari anche con qualche effetto speciale, così anche l’umore migliora.
Oltre alla funzione “Photoshop”, i nuovi anticellulite si avvalgono anche delle recenti scoperte in campo scientifico: via libera alla cronobiologia per attaccare il grasso quando è più vulnerabile,
per non parlare delle onnipresenti staminali (che funzionano davvero).
E, dato che spesso la cellulite non arriva da sola, le formule di ultima generazione agiscono anche su smagliaturecircolazione e compattezza cutanea, in modo da regalare gambe leggere, una silhouette più snella e una pelle compatta e levigata. I risultati sono visibili in pochissimo tempo, soprattutto se l’applicazione avviene quotidianamente, magari dopo aver passato un guanto esfoliante: non di crine (troppo aggressivo, specie se soffrite di capillari), ma in microfibra, più delicato ed efficace.
Sempre a proposito di applicazione: dato che il tempo a disposizione è scarso (e poca è la voglia di passare ore a massaggiarci), le texture sono sempre più fluide e leggere, così sono assimilate in pochi istanti e cominciano ad agire rapidamente. Esattamente quello che vogliamo, giusto?

Bellezza fai da te: come realizzare una manicure a regola d'arte




Dalle prime cure alla maschera idratante, le 3 mosse ''tecniche'' con cui prenderci cura, da sole, delle nostre mani con risultati davvero impeccabili. 

 Con la collaborazione di Stefano Bongarzone, visagista delle dive e delle donne, che frequentano il sul Salone in via Agri a Roma, e noto stilista d'immagine che si dedica con passione al suo lavoro. Lo potete seguire in TV, su RaiUno, a Uno Mattina. 

 Sappiamo bene quanto le mani siano il nostro primo biglietto da visita, e proprio per questo, prestare cura alla loro salute e bellezza, è importante quanto l'avere rispetto per tutto il resto del corpo. Non bisogna limitarsi al solo imbellettarsi con uno smalto all'ultima moda: la cura delle mani non va confusa con quella delle unghie. Quindi, come se ci affidassimo ai trattamenti di un’esperta estetista, è possibile realizzare un'impeccabile manicure anche da sole, stando comodamente a casa propria: dal taglio e limatura delle unghie al peeling, per finire con una maschera idratante. Vediamo come fare.

Rughe: come decidere il trattamento più adatto


Dalla medicina estetica, le nuove soluzioni. Interventi efficaci ma soft, per contrastare e ridurre, quelli che, dopotutto, sono veri e propri inestetismi naturali.

Con la consulenza della dott.ssa Dvora Ancona, medico chirurgo esteticoe direttore del centro Juva di Milano e di New York.

Il processo di invecchiamento è il risultato di due fattori: quello fisiologico, naturale, dovuto al passare degli anni, e quello indotto da agenti esterni (il sole in primis: si parla di fotoinvecchiamento o photoaging), che portano all’elastosi, ovvero la perdita del tessuto elastico profondo. Diminuisce la produzione di collagene ed elastina, e la pelle fa più fatica a tornare nella sua posizione iniziale dopo un movimento, un sorriso, una smorfia. Quelle che a venticinque anni sono graziose linee di espressione, sono inesorabilmente destinate a diventare rughe permanenti. E saranno accompagnate da altre rughe di altra natura. In questo scenario, la buona notizia c’è: la tecnologia cosmetica e la medicina fanno continuamente passi da gigante per trattare e minimizzare le rughe, arrivando persino a cancellarle.

Ma quali sono le tecniche più innovative per ringiovanire?
Più Sani più Belli lo ha chiesto alla dottoressa Dvora Ancona, medico estetico.“Quando arriva una nuova paziente, a me basta un’occhiata per capire di cosa ha bisogno. Magari viene qui in studio con l’idea di fare un trattamento, ma in realtà non è quello più indicato. Allora le spiego per filo e per segno qual è il punto su cui intervenire e come si svolgerà la cura, senza tralasciare i dettagli del decorso. Dal mio punto di vista, è immediatamente chiaro come procedere: so per esempio che il botulino è solo per il terzo superiore (la zona della fronte), e che per il contorno occhi il massimo è il mio esclusivo Madonna Lift…”. 

Ci spiega le possibili soluzioni che propone ai suoi pazienti?
 “Certamente. Il Madonna Lift è una tecnica innovativa che si presenta come alternativa alla blefaroplastica e all’intervento chirurgico di ringiovanimento del contorno occhi: sfrutta il laser per rialzare la palpebra, cancellare le rughe laterali (le zampe di gallina) e rinfrescare globalmente lo sguardo. Il tutto, con pochissime sedute (da 1 a 4) e con un minimo di rossore e gonfiore per un paio di giorni.”

Ma il laser può essere usato anche sul resto del viso?
 “Assolutamente sì: il laser frazionato permette di ringiovanire di almeno dieci anni eliminando non soltanto le rughe, ma anche le lassità cutane e e le macchie brune. Il trattamento dura un’ora in tutto, tra la preparazione con la crema anestetica e il passaggio del laser vero e proprio. Il downtime è breve: due giorni appena di rossore e gonfiore”.

Qual è il trattamento antiage che consiglia maggiormente?
 “Senz’altro il Golden Lift. Si tratta di tecnica a radiofrequenza, con un campo magnetico bipolare, che presenta un manipolo con microaghi d’oro. Riduce le rughe, ha un notevole effetto lifting a lungo termine e rinnova la pelle rendendola compatta ed elastica. Il trattamento è semplice: si lascia agire per quaranta minuti una crema anestetica, poi si passa sulla zona da trattare il manipolo dotato dei microaghi. Si riattiva la formazione di collagene e i tessuti cutanei si rigenerano. Subito dopo, la pelle è già più tonica (nonostante sia inevitabilmente segnata da tanti minuscoli puntini rossi che scompaiono dopo un paio di giorni). Per una ventina di giorni è necessario proteggere la pelle con una crema a SPF molto alto, anche in inverno”.

Ciglia e sopracciglia da star!




Irresistibili strumenti di seduzione femminile, a patto di averle folte, lunghe e voluminose, impariamo come prendercene cura per regalare al nostro sguardo un’intensa profondità.

Ciglia e sopracciglia sono da sempre un cruccio per tutte noi che ben conosciamo i poteri ammaliatori di uno sguardo profondo, intenso, capace di far passare in secondo piano qualsiasi altra imperfezione o inestetismo del viso. Inutile illudersi di avere un’espressione sexy e felina se si hanno ciglia talmente sottili da risultare invisibili, o pensare di apparire fresche e riposate con sopracciglia scarmigliate e dalla forma indefinita. Ricordate? Un tempo, l’unica speranza di assistere a un rinfoltimento delle proprie ciglia e sopracciglia, era riposta nell’olio di ricino, un rimedio “domestico”, tramandato di generazione in generazione. Risolutivo o meno, se non ben dosato, lasciava sugli occhi quella fastidiosa sensazione collosa finché non era rimosso, costringendo a sopportare seccanti lacrimazioni. Le più pazienti tra noi, per ovviare a quello che da sempre è ritenuto un vero e proprio cruccio, ciglia rade, deboli, e sopracciglia sfoltite e senza forma, adottano la soluzione delle ciglia finte. Ma a parte Betty Boop, Jessica Rabbit e Madonna (e Lara Croft, Valentina Crepax, Marlene Dietrich, Greta Garbo, Daria Werbowy, Michelle Obama etc.), quante di noi possono resistere ad attaccare e staccare ciuffi e nastrini di peletti più o meno sintetici? E a poco serve anche il mascara, indispensabile alleato per accrescere una lunghezza e una curvatura già di per sé discrete, ma completamente inefficace, anche quello più volumizzante, quando si ha a che fare con ciglia corte e, soprattutto, diradate.

Come rimediare?
Oggi, due nuovi prodotti, nati dopo anni di ricerca e interminabili test nei laboratori della Lifetech Resources LLc, in California, si prendono cura in modo naturale e risolutivo di queste due parti importantissime del volto. RapidLash® & RapidBrow® sono sieri incolore e inodore, pratici da usare, costituiti da principi attivi in grado di interagire con i bulbi piliferi nutrendoli, aumentandone la consistenza e alimentandone le cellule.  I risultati sono visibili già dopo poche settimane di trattamento: ciglia e sopracciglia appariranno allungate, rinforzate, ringiovanite da una nuova flessibilità.E se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, RapidLash® & RapidBrow® regaleranno a tutte noi un’intensa profondità e una rinnovata seduzione!

venerdì 3 gennaio 2014

Alleviare i bruciori di stomaco con i cibi antiacido

Sono tantissime le persone che soffrono di bruciori di stomaco in maniera ricorrente, spesso e volentieri indipendentemente da ciò che mangiano. Questo non significa che la pirosi gastrica (questa la definizione medica del disturbo) non abbia nulla a che vedere con l’alimentazione, ma piuttosto che all’origine di questa iper produzione di succhi gastrici ci sono altre patologie.
Gastrite (ovvero infiammazione delle mucose interne dello stomaco) e reflusso gastroesofageo sono le malattie che più di frequente danno come sintomo i bruciori di stomaco. Anche lo stress incide non poco in tutti i disturbi a carico dell’apparato digerente. 


Yogurt (contrariamente  a quanto ritenuto, il latte invece aggrava il problema, perché se inizialmente sembra dare sollievo, in fase digestiva produce sostanze irritanti per la mucosa gastrica)Tuttavia, anche se la causa scatenante della pirosi gastrica non è di natura alimentare, è altrettanto vero che proprio attraverso una dieta mirata possiamo alleviare questo fastidioso problema, che ci provoca dolori, affatica il nostro stomaco e può renderci davvero la vita molto più complicata. Chi soffra di bruciori di stomaco in modo ricorrente, sa bene quanto questo problema possa diventare sgradevole e far letteralmente passare la voglia di godersi un buon pranzo, magari con gli amici. In commercio esistono molti farmaci adatti, medicinali antiacido che, però, sono in effetti dei palliativi. Durante la fase acuta del disturbo, è meglio organizzare i nostri menù puntando su cibi “sfiammanti” (ovvero alcalini, che contrastino l’iperacidità), che riducano e assorbano i succhi gastrici alleviando il nostro bruciore. Vediamo una lista dei più indicati:
  • Pesce magro cucinato in modo leggero e condito a crudo (merluzzo, platessa, sogliola, nasello, rana pescatrice eccetera)
  • Carne magra cucinata in modo leggero
  • Verdura cotta come le bietole, gli spinaci i broccoli 
  • Patate, carote e zucchine lesse o al vapore 
  • Banane
  • Mele e pere non acide, anche cotte al forno
  • Pane con poca mollica o leggermente tostato
  • Fette biscottate
  • Pasta e riso cucinati al dente in porzioni ridotte e conditi in modo leggero (evitate il sugo di pomodoro, che è acido)
Da evitare, invece, tutti i frutti e le verdure acide, gli zuccheri e le bevande alcoliche, i dolci, il latte e i derivati tranne lo yogurt, i cibi in scatola (ad esempio il tonno e i sottaceti, i sughi pronti e i dadi da brodo), pepe e peperoncino, cioccolato e menta, dolci di qualunque tipo e dolcificanti sintetici, bevande gassate. Quando si soffre di acidità e bruciori di stomaco bisogna inoltre cercare di consumare i pasti in tutta calma, masticando lentamente e alla perfezione ogni boccone prima di ingoiarlo, ed evitare pranzi e cene troppo ricchi di portate, così come i cibi grassi e iper conditi. Un piccolo sacrificio per un grande beneficio, è il caso di dirlo!

mercoledì 1 gennaio 2014

Restare magri dopo dieta? Ecco le regole doc

«Riprendere il peso perso dopo una dieta ferrea è più la regola che l'eccezione» afferma Erik Emmingsson, del Centro per l'obesità del dipartimento di medicina del Karolinska institutet di Stoccolma. E' coautore di una vasta analisi sugli effetti dele diete, pillole, integratori ed esercizio fisico sul mantenimento del peso corporeo dopo una dieta a basso o a bassissimo contenuto calorico, pubblicata sull'«American journal of clinical nutrition».
La ricerca, che ha passato in rassegna 20 trials clinici su 3.017 ex obesi che avevano perso in media 12,3kg, dimostra che per non riprendere il peso perso è meglio proseguire con un regime dieettico e muovrsi di più, ma anche che non tutto funziona.

Gli studiosi promuovono alimentazione iperproteica (con la quale sono stati persi ancora 1,5 kg, rispetto al gruppo di controllo) e i sostituti del pasto (-3,9Kg). La dieta a basso indice glicemico anche è efficace sebbene, sostengono i ricercatori, le conclusioni degli studi effettutati siano beno affidabili. L'esercizio fisico, in modo abbastanza sorprendente, non darebbe effetti chiari anche se gli effetti sono evidenti, quando misurabili.




Spiega Emmingsson: le ragioni dipendono dal tipo di studi che sono tati eseguiti. Generalmente si riferiscono a pazienti in presenza di patologie e quindi più orientati ad osservare gli effetti della fisioterapia piuttosto che dello sport. In una sola indagine, effettuata su soggetti sani che svolgevano una attività fisica di tipo normle, il movimento ha mostrato effetti simili a quelli ottenuti con le diete iperproteiche nella fase di mantenimento.

Bocciati, invece, gli integratori dietetici che darebbero risultati scarsi e nessun effetto dimagrante. Lo studio ha considerato anche l'uso delle pillole anti-obesità perché sono state studiate in passato nei trials clinici. Ma sono risultate pericolose per la salute e sono state ritirate.

«Il corpo mette in campo molti meccanismi di difesa contro la perdita di peso - spiega il ricercatore - aumentando la sensazione di fame, abbassando il metabolismo energetico. Così, negli anni, si tende a ripristinare le vecchie abitudini e ad ingrassare nuovamente. Evitare di ingrassare di nuovo è un'impresa ma ci sono metodi che possono aiutare»

Artrosi, gonfiori e rigidità i primi segnali

L'artrosi della mano, degenerazione progressiva delle cartilagini che rivestono le estremità delle ossa, provoca un consumo delle articolazioni che, con il passare del tempo, può portare a vere e proprie deformità (particolarmente alla base del pollice).

Colpisce specialmente le donne, a causa delle articolazioni più piccole rispetto a quelle degli uomini, con comparsa di sintomi intorno ai 50 anni: dita rigide, difficoltà nel sollevare pesi e nello stringere gli oggetti, gonfiore, dolore.






A essere a rischio chi compie lavori manuali (sarti, operai, impiegati che usano il computer o scrivono tutto il giorno), ma anche sportivi e chi ha predisposizione per patologie infiammatorie.

Per prevenire l'artrosi è importante evitare di stare troppe ore con il pugno chiuso, specie durante il sonno, di scrivere a lungo al pc senza pause, di sottoporre le mani a carichi eccessivi ripetutamente. Un aiuto arriva anche dall'alimentazione, che dovrebbe essere bilanciata, con un ridotto consumo di zuccheri, sale e grassi.

Da prediligere vegetali di stagione e cibi ricchi di Omega-3 come il pesce azzurro e il salmone. Bene anche che le categorie a rischio pratichino esercizi, almeno a giorni alterni: battere le dita su un tavolo, come se si volesse fingere di suonare un pianoforte, un minuto per mano; fare circonduzioni del polso (tenendo fermo l'avambraccio con l'altra mano), tre serie da tre per mano; stringere e aprire le mani al massimo possibile per dieci volte; aprire e chiudere le dita tenendo le mani di fronte al busto per cinque volte.

Dimagrisci con le vitamine

Per poter affrontare al massimo certi momenti della vita come la menopausa o una gravidanza (ma non solo) il nostro organismo necessita di incrementare la dose quotidiana di vitamine: conosciamole meglio e scopriremo che sono utili anche nel caso in cui si desideri dimagrire.



Anzitutto si dividono in due gruppi principali: le vitamine liposubili (A,D,E,K) che vengono immagazzinate dal nostro corpo per mesi, contenute nella parte grassa dei cibi e le vitamine idrosolubili (vitamine del gruppo B, vitamina C, acido folico, vitamine H, PP) che si sciolgono in acqua.

Le vitamine A, C ed E vengono chiamate anche “spazzini dell’organismo” e questo perché hanno un forte potere antiossidante ed aiutano quindi a tenere lontani i temuti radicali liberi. Quelle del gruppo A sono molto importanti anche per la salute degli occhi (ed in particolar modo della retina) e favoriscono la crescita; si possono trovare principalmente nelle uova e nelle verdure.
La vitamina C è contenuta principalmente negli agrumi e nei pomodori; come è noto potenza le difese immunitarie e svolge un’azione antitossica ed evita che il colesterolo vada a finire nei tessuti e nel sangue. Una sua carenza può causare diversi tipi di infezioni.
La vitamina E ha principalmente uno scopo antiossidante ed è contenuta nel fegato e nei cereali.
La vitamina D è invece indispensabile per la corretta crescita delle ossa e tiene lontano il rachitismo.
La vitamina E è contenuta soprattutto nelle verdure e se non assunta in dosi sufficienti può causare anemia.

La vitamina K contenuta soprattutto nei vegetali ha proprietà antiemorragiche.
Per mantenere in salute unghie e pelle è indispensabile la vitamina B2 che possiamo trovare nelle uova ma anche nei cerali integrali.
L’acido folico è importante soprattutto durante la gravidanza; assumerlo nelle dosi corrette consente un normale decorso della stessa. Ma una carenza di acido folico può causare anche malattie cardiovascolari. Si trova negli ortaggi, nei legumi, nel pesce, nel lievito di birra e nel fegato.

DURANTE LA MENOPAUSA

Le donne in questo periodo dovrebbero assumere vitamina A, D, B per contrastare gli effetti dell’invecchiamento.


VITAMINE PER DIMAGRIRE

Se volete perdere peso le vitamine che fanno al caso vostro sono la C, che ricordo essere contenuta principalmente in alimenti poco calorici e ricchi di fibre con un elevato potere saziante e depurativo ma anche la vitamina A che ha invece un effetto “anti-rilassamento” ed è quindi particolarmente indicata dopo una dieta per mantenere la pelle soda ed elastica.

Le vitamine del gruppo B mantengono il metabolismo attivo ed aiutano anche la tiroide a svolgere correttamente tutte le sue funzioni.

Il kiwi contro arteriosclerosi, ottimo per le donne incinta, ricco di magnesio

Il kiwi contiene molta vitamina C, addirittura superiore a limone, arancia e peperone: 100 grammi contengono almeno il 166% della quantità giornaliera raccomandata (addirittura il doppio di quella contenuta nelle arance). Tuttavia questa vitamina è molto fragile e tende a disintegrarsi con l’ aria e con il calore: per questo il kiwi è dotato di una robusta buccia esterna e di un intenso colore della polpa, il colore della clorofilla, capace di proteggere l’ integrità della vitamina E: un frutto (circa 100 grammi) fornisce più di un quinto delle quantità giornaliera consigliata.


Entrambe queste vitamine sono forti antiossidanti, che aiutano nella prevenzione dell’ arteriosclerosi. I kiwi poi sono anche una ricchissima fonte naturale di magnesio. L’ alimentazione occidentale è comunemente povera di magnesio e la carenza di questo sale minerale può causare disturbi al cuore, anomalie del tessuto muscolare cardiaco e aumento della pressione sanguigna.
Il kiwi, infine, è la scelta ottimale per la donna incinta perché contiene acido folico essenziale nella prevenzione di malformazioni neonatali, e per gli anziani perché attiva la sinergia di vari componenti di vitamine e sali minerali, ma, soprattutto, per lo sviluppo del potere antiossidante dato dai suoi flavonoidi.

Il kiwi svolge anche un’ azione dissetante, rinfrescante, diuretica e depurativa; grazie all’ elevato contenuto di vitamina C potenzia le difese immunitarie e protegge la parete vascolare. L’ inositolo gli conferisce proprietà lassative, e riduce l’ assorbimento del colesterolo.
Le calorie del kiwi variano a seconda della varietà, si va dalle 44 calore alle 60 in 100 gr di kiwi.

Magnesio, calcio e caffeina contro stanchezza, sbalzi d’ umore e ansia

L’ alimentazione deve essere ricca anche di due minerali, il magnesio e il calcio, necessari entrambi per la trasmissione degli impulsi nervosi e per la contrazione dei muscoli.


Il magnesio è presente in buona quantità nelle mandorle, nel mais, nelle noci e nelle sardine, mentre il calcio è abbondante nel latte, nello yogurt e nel formaggio. In definitiva, una prima colazione a base di yogurt, con muesli di cereali integrali e frutta secca, è la miglior medicina per affrontare la giornata con la giusta carica.
Anche un bel caffè, a metà mattina e dopo il pranzo, aiuta a ritrovare sprint e buonumore. Attenzione però a non esagerare: bere più di 4-5 espressi al giorno o superare le due tazze di caffè lungo all’ americana può anche dare l’ effetto contrario di indurre insonnia e, alla fine, ulteriore stanchezza. Per il break pomeridiano si può ricorrere al tè, meglio ancora se è quello verde, nel quale la caffeina è legata a particolari sostanze (tannini) che ne rallentano l’ assorbimento, evitando sbalzi di umore e garantendo una prolungata azione antifatica.

Via la malinconia con i messaggeri del buonumore

A proposito di sbalzi d’ umore, sono un altro dei problemi tipici del cambio di stagione, accompagnati da mancanza di entusiasmo, ansia e tristezza immotivata. E’ il caso allora di puntare su quei neurotrasmettitori (le sostanze che indirizzano i messaggi da una cellula all’ altra del tessuto nervoso e da una parte all’ altra del cervello) che la scienza indica come responsabili delle emozioni e dei nostri stati di animo: la serotonina, la noradrenalina e la dopamina.La loro presenza nell’ organismo porta serenità e buonumore, ma per poterle fabbricare l’ organismo ha bisogno di introdurre con il cibo particolari sostanze: il triptofano e la tirosina. Arachidi, mandorle, tuorlo d’ uovo, pollo, tacchino, bresaola, fegato, pesce azzurro e formaggi in genere, sono tutti buone fonti di triptofano, mentre la tirosina, si trova nei legume secchi, nei semi oleosi, nel germe di frumento, nei formaggi, nelle carni suine e nei peschi più grassi (come le sarde).

Allarme inverno: proteggi la pelle dal freddo

Con l’abbassamento delle temperature diventa indispensabile prendersi cura della propria pelle. Lo dice la Prof.ssa Gabriella Fabbrocini, docente di dermatologia e venereologia presso l’Università di Napoli Federico II, in un comunicato ufficiale. E non si tratta solo di estetica: col freddo le malattie della pelle sono in agguato.


I mesi invernali infatti non portano solo raffreddori e mal di gola. Una patologia comune è per esempio la psoriasi, malattia che provoca macchie scure e desquamazioni su tutto il corpo, in particolare su ginocchia e gomiti. “Come il sole riduce le manifestazioni di questa malattia, per inibizione dei meccanismi infiammatori, così il grande freddo la stimola e la acuisce”, afferma la Prof.ssa Fabbrocini.
Tra le malattie invernali della pelle rientra la rosacea: possono essere diversi i fattori scatenanti, come alterati processi di vasodilatazione, disfunzioni ormonali, predisposizione genetica e fattori ambientali. La rosacea colpisce soprattutto le donne e si manifesta con un iniziale arrossamento e teleangectasie (dilatazioni dei vasi sanguigni superficiali) su guance e naso, fino ad accompagnarsi nel peggiore dei casi a papule. Gli sbalzi di temperaturaaccentuano il vasospasmo e la conseguente comparsa del ‘flushing’, l’arrossamento cutaneo che porta una sensazione di bruciore. Consiglia la professoressa “Attenzione a non passare rapidamente dal clima rigido esterno agli ambienti riscaldati. In casa evitare le sorgenti di calore dirette e all’esterno proteggersi con sciarpa e capellino. Infine idratare quotidianamente la pelle con prodotti lenitivi e antiinfiammatori”,
Una patologia che colpisce soprattutto le più giovani è l’acne. Spiega la professoressa Fabbrocini che l’uso improprio di solari durante l’estate, l’esposizione ai raggi UV (con la convinzione, a volte impropria, che migliorino la patologia) creano un quadro negativo al rientro delle vacanze, aggravato dal fatto che con l’arrivo del freddo il pallore della pelle intensifica l’impatto estetico dei brufoletti “inducendo, soprattutto le donne, ad abusare di creme, unguenti e make-up che possono talvolta contenere sostanze comedogeniche che ‘tappano’ il follicolo sebaceo preparando il terreno alla comparsa di punti neri e brufoli”.
Anche le estremità del corpo, come mani, piedi, naso e orecchie sono soggette a rischio, in particolare a quello dei geloni, che avvengono quando il freddo rallenta la microcircolazione cutanea, la pelle si raffredda, compaiono chiazze arrossate e dolenti e, nei casi più gravi, vescicole e bolle. “In questo caso devono prestare particolare attenzione i pazienti che già soffrono di problemi di circolazione  sanguigna, diabete e fragilità capillare” avverte la professoressa. E naturalmente l’abbigliamento in generale ma soprattutto utilizzare guanti e cappelli diventa fondamentale.
Conclude la specialista “Per un’azione lenitiva in caso di couperose, rossori, acne e freddo si può fare poi ricorso a sostanze naturali quali il burro di karité, l’acqua termale e l’aloe vera”.

L’alimentazione giusta contro la cellulite

La maggior parte delle donne non ha troppo tempo da dedicare alla cura del proprio corpo in generale ed anche ai trattamenti anticellulite nel particolare. Ma non si tratta di una problematica che si può trascurare: la cellulite va infatti presa sul serio, per evitare che peggiori. Ecco allora alcuni consigli per tutti i giorni:



COSA FARE APPENA ALZATI DAL LETTO
 
Ci si deve indirizzare sull'idratazione del corpo, tentando di far migliorare la circolazione sanguigna e di riuscire a far sciogliere il grasso.


USARE CREME LEGGERE
 
Sono sufficienti pochi minuti per trattare le parti interessate con creme dalla consistenza leggera, sia gel che spray, che richiedono una veloce applicazione e altrettanto velocemente vengono assorbite dalla pelle.


SENSAZIONE DI BENESSERE PER TUTTO IL GIORNO
 
Si tratta in generale di prodotti che donano immediatamente una sensazione di sollievo e leggerezza alle gambe che possono durare molte ore; alcune hanno addirittura un rilascio continuo dei principi attivi, che offrono una sensazione di benessere per tutta la giornata.


COME AGIRE PRIMA DI ANDARE A LETTO
 
La sera c'è un po' più di tempo da dedicare ai trattamenti anticellulite. L'importante è applicare le creme senza alcuna fretta, sfruttando questo tempo da dedicare a se stesse come momento di grande rilassamento.


FARE UNA DOCCIA
 
Mettetevi sotto una doccia calda, così che i pori si dilateranno e diventerannno più ricettivi.


CREME RICCHE E SETOSE
 
Le creme devono essere di consistenza ricca e setosa, con sostanze riducenti e tonificanti ma allo stesso tempo emollienti. Indicati in particolar modo sono gli oli vegetali, come l'olio di borragine o di avocado, che nutrono e rigenerano l'epidermide.


COME APPLICARLE
 
Ripetere l'applicazione almeno due o tre volte al giorno. I movimenti devono essere rotatori, procedendo dal basso verso l'alto, dalle caviglie alle ginocchia, dalle cosce ai glutei. I massaggi devono essere lenti, regolari e delicati per non rompere i capillari più superficiali.


COSA FARE NEL WEEK END
 
Inutile accampare scuse, in questi due giorni bisogna trovare il tempo da dedicare alla cellulite, con trattamenti decisamente più impegnativi che porteranno via diversi giri completi di orologio...


FANGHI TERMALI
 
Applicare i fanghi a base di sostanze termali è altrettanto importante: si tratta difatti di sostanze in grado di ridurre velocemente il volume, far perdere centimetri, sgonfiare e riattivare una più corretta circolazione del sangue.


COME APPLICARLI
 
Stendere i fanghi con l'apposita spatolina su gambe, glutei e addome, in modo uniforme. Ricoprire poi la parte interessata con una pellicola trasparente che potenzierà l'azione. Rimanere così per una mezz'ora piena, poi via per una doccia rigenerante e che ci libererà dei residui con movimenti delicati.

I Cinque Tibetani: il numero dell’eterna giovinezza



Corpo, mente e spirito possono ottenere enormi benefici dalla pratica dolce di cinque riti che, mantenendo inalterata l’armonia di un organismo sano e vitale, limitano gli effetti del tempo e rallentano il fisiologico processo dell’invecchiamento.
La scoperta e diffusione di questi antichi riti si deve al libro di Peter Kelder, I cinque tibetani”. L’autore racconta che tutto nacque con un incontro su una panchina in un parco. Lì conobbe il colonnello Bradford, ufficiale britannico in pensione, che gli parlò del suo desiderio di ricercare la Fonte dell’eterna giovinezza. Si ritrovarono dopo anni, con il colonnello che sembrava ancora un giovanotto e che gli rivelò il suo segreto: aveva trovato la Fonte, i Cinque Riti praticati quotidianamente dai lama di un remoto monastero himalayano, esercizi dolci che avevano avuto il potere di “mantenerlo giovane”.


Come agiscono

I cinque tibetani agiscono sui sette centri energetici principali, i chakra della tradizione induista, corrispondondenti alle principali ghiandole endocrine: la ghiandola pituitaria, che secerne l’ormone dell’invecchiamento, la ghiandola pineale, la tiroide, il timo, le ghiandole surrenali, il pancreas e le ghiandole della riproduzione. In un corpo sano, i chakra (o vortici) ruotano molto velocemente e in armonia tra loro, permettendo all’energia vitale (prana) di fluire; quando la rotazione rallenta comincia il processo di deterioramento dell’organismo. Lo scopo dei cinque riti è quello di riattivare e mantenere il moto rotatorio. 

Quando eseguirli

I cinque tibetani si possono eseguire al mattino, per iniziare con energia la giornata, o alla sera, lasciando passare almeno tre ore dall’ultimo pasto, per favorire il riposo.
Per iniziare, limita le ripetizioni di ciascun esercizio a tre, aumentando gradualmente fino a ventuno al giorno, impiegando poco più di 15 minuti per una serie completa. Ogni serie è composta da cinque esercizi da svolgere nell’ordine prestabilito.
Scegli una superficie non scivolosa e che ti isoli dal freddo del pavimento. Esegui i riti con lentezza: non si tratta di esercizi ginnici ma di movimenti che riequilibrano e armonizzano l'energia del corpo. Sforzati di essere costante: meglio perseverare continuando a fare la serie per tre volte, piuttosto che arrivare velocemente a ventuno e poi smettere per qualche mese. Il trucco dei cinque tibetani sta proprio nella continuità nel corso degli anni. 
Primo Tibetano

LA RUOTA

In piedi, eretta, a braccia spalancate ruota in senso orario, aumentando gradualmente la velocità. Per non incorrere nel rischio di capogiri, prima di iniziare a girare metti a fuoco un punto davanti a te trattenendovi lo sguardo il più a lungo possibile. Per ritornare alla posizione di partenza, mentre stai ancora girando, avvicina i palmi delle mani al viso e concentra lo sguardo sui pollici. Per fermarti, divarica leggermente le gambe e guardati i pollici.

Secondo Tibetano

L’ANGOLO

Sdraiati sul dorso, stendi le braccia lungo i fianchi e appoggia i palmi delle mani, con le dita unite, sul pavimento. Solleva il capo da terra ripiegando il mento sul petto e, contemporaneamente, solleva le gambe tese in posizione verticale, con i piedi a martello, cercando di lasciare a terra spalle, dorso e bacino. Se ci riesci, spingi le gambe indietro verso testa (sempre con le ginocchia dritte). Ma non fare sforzi. Poi, lentamente, riporta a terra la testa e le gambe tese. Rilassa i muscoli e ripeti. Inspira quando sollevi gambe e capo, espira quando li abbassi. Se all'inizio non riesci a eseguire correttamente l’esercizio, nessun problema: fallo con le ginocchia piegate e, un po' per volta, eseguirai il rito correttamente.

Terzo Tibetano

L’ARCO

Inginocchiati con le gambe leggermente divaricate, il corpo eretto e flettendo le dita dei piedi. Appoggia le mani sui glutei, come per sostenerli. Porta capo e collo in avanti e ripiega il mento sul petto. Poi inclina dolcemente il capo piegandoti all'indietro e inarcando la spina dorsale. Durante l'inarcamento, sostieniti ai glutei e inspira profondamente. Espira e torna alla posizione di partenza. Quando termini la serie, appoggiati sui talloni con le dita tese, sporgiti in avanti, la fronte sul pavimento e il corpo rilassato.

Quarto Tibetano

IL PONTE

Siediti a terra con le gambe distese e divaricate di circa trenta centimetri, busto eretto e palmi delle mani appoggiati sul pavimento, di fianco ai glutei, testa in avanti con il mento verso il petto. Inspira profondamente, porta il capo all'indietro e, spingendo talloni e palmi sul pavimento, solleva il corpo in modo che le ginocchia si pieghino, mentre le gambe rimangono tese, formando una linea retta con il busto. Per sollevarti, inizia dal bacino, facendolo slittare in avanti. Tendi tutti i muscoli e trattieni il respiro. Espira quando ritorni a terra.
 

Quinto Tibetano
 

LA MONTAGNA
Mettiti a pancia in giù e, sostenendoti sui palmi delle mani e sulle punte dei piedi (entrambi divaricati di circa sessanta centimetri), inspira e solleva il busto, inclinando il capo all'indietro (il più possibile, ma dolcemente). Espirando, solleva il bacino così che il corpo assuma la forma di una V capovolta, spingi i talloni verso il pavimento e porta il mento al petto. Inspira per tornare alla posizione di partenza, tenendo sempre sollevato il pube e poggiando a terra solo mani e piedi.

Ritrova la forma dopo le vacanze

Anno nuovo, vita nuova! In verità per cambiare stile di vita non è necessario attendere una data precisa: bisogna solo mettere in atto le strategie idonee per poter raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati.

Una nuova vita da sportiva

Iniziare a praticare un’attività sportiva, è sicuramente un modo per migliorare le propria vita. Sia le “pigrone” che hanno evitato per anni le fatiche del fitness, che le amanti di tale attività, si trovano in questo periodo a dover affrontare la scelta di quale attività intraprendere. È fondamentale scegliere l’attività giusta, in caso contrario, l’attività verrà ben presto abbandonata.





Come scegliere

Se si decide di optare per una attività indoor, le innumerevoli proposte di corsi fitness possono talvolta confondere le idee, è dunque necessario, prima di stabilire quale corso frequentare, individuare l’obiettivo che si vuole ottenere con l’esercizio fisico. Se ci si prefigge esclusivamente di stare bene, allora si potrà frequentare il corso che più si preferisce, in caso contrario è bene informarsi su quali siano le caratteristiche specifiche di ogni attività.
Ecco alcune indicazioni per una scelta che non deluda i propri obiettivi:

Zumba

Se l’obiettivo è perdere peso e si ama la danza, sicuramente la Zumba è la scelta giusta. Un’ alta intensità di allenamento è essenziale per controllare il peso corporeo: il ritmo della musica e le coreografie proposte fan sì che ci si alleni a frequenze cardiache aerobiche piuttosto elevate (circa 80% fcmax), garantendo così un effetto brucia-calorie.
In un’ora di Zumba vengono bruciate mediamente 400 calorie (il valore può variare a seconda dell’intensità di allenamento).

 Spinning

Lo spinning non conosce vie di mezzo: o lo si ama o lo si odia.
Questa drasticità lo caratterizza anche nel consumo calorico: in un’ora di spinning si bruciano ben 600 calorie (il valore può variare a seconda dell’intensità di allenamento).
Durante una lezione di spinning si svolge un lavoro aerobico continuo, non ci si ferma mai per vedere e imparare la coreografia e, dovendo “solo” pedalare, l’attenzione non viene catturata da altri fattori (quali, ad esempio, l’esecuzione dei passi e la loro successione).
Erroneamente si pensa che lo spinning sia un’attività per pochi e si debba essere già allenati per poter iniziare la sua pratica, al contrario, è adatto a tutti perché ognuno può pedalare a seconda delle sue possibilità. Lo spinning dunque è l’attività giusta per chi vuole perdere peso in sicurezza (rimanendo seduti in sella si evitano i microtraumi causati da corsa, salti & C.) e non ama coreografie complicate.

CrossFit e Kettlebell

Dimagrire e rassodare? Fino a pochi anni fa pareva impossibile ottenere entrambe i risultati con un unico sport, invece si può, basta iscriversi ad un corso di crossfit o di Kettlebell.
Esercizi a corpo libero ad alta intensità fan sì che si crei un debito di ossigeno tale che il corpo debba lavorare nelle 24-48 ore successive all’allenamento per riportare il metabolismo alle condizioni di normalità: ciò si traduce in aumento di consumo calorico a riposo. Il consumo di una lezione s’aggira intorno alle 500 calorie.

Allenamento alla sbarra

Armonia e flessibilità sono assicurati con questa nuova attività che si rifà alla danza classica. Gli esercizi proposti, oltre a rendere i muscoli flessibili, li tonificano e li irrobustiscono grazie al lavoro isometrico (ovvero privo di movimento) a cui sono sottoposti.
Se ad armonia e flessibilità si vuole aggiungere anche la meditazione, si possono scegliere corsi di yoga o tai chi.