giovedì 13 febbraio 2014

San Valentino, per uno su due una festa che genera stress



La festa di San Valentino? Per 5 persone su 10 è solo stress. E' quanto emerge da un questionario on line promosso dall'Associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap) al quale hanno risposto 500 persone, uomini e donne, tra i 20 e i 60 anni.
«San Valentino può essere romantico, sexy, all'insegna di fiori, cene al lume di candela, dolcezze - afferma Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente Eurodap - ma può anche generare malumori perché spesso si hanno aspettative molto alte rispetto, invece, a quello che poi generalmente si verifica».

«Cinque persone su dieci che hanno risposto al nostro questionario hanno affermato che la festa di San Valentino genera stress - aggiunge l'esperta - soprattutto nella scelta del regalo al partner e nella situazione da vivere insieme. Il giorno degli innamorati preoccupa più le coppie mature perché, dopo tanti anni di vita uno accanto all'altro, è più difficile creare una situazione romantica, mentre le coppie giovani si preoccupano molto del regalo da fare».

Da questionario è emerso inoltre che due uomini su tre desidererebbero festeggiare San Valentino facendo sesso con la propria partner, mentre è una donna su tre ad avere lo stesso desiderio.

«In un momento sociale così complesso e stressante, in cui già la coppia risente fortemente delle tensioni che si producono nel quotidiano, è importante - dice ancora l'espeeta - fare in modo che questa ricorrenza produca invece armonia, complicità e contatto profondo».

sabato 8 febbraio 2014

Freddo e pelle secca lo scrub prima dell'idratante



 Durante l'inverno è comune notare come aumenti la secchezza della pelle e il colorito sia più spento. A questo peggioramento contribuiscono vari fattori: il rallentamento del ricambio cellulare; la minor esposizione al sole; il freddo; la ridotta cura rispetto all'estate, per un corpo dimenticato e sepolto da strati di cappotti, maglioni, canottiere e collant a tenuta stagna.

Per ripristinarne l'equilibrio l'idratazione non basta e, prima della crema, è necessario liberare la pelle dalle cellule morte, affinché i principi attivi possano penetrare in profondità. Anche nei mesi freddi, dunque, lo scrub per viso e corpo è un prezioso alleato di bellezza.

Lo scrub va applicato sempre sulla pelle umida, appena dopo la doccia o dopo il bagno, per evitare che risulti troppo aggressivo, con movimenti lenti e circolari. Se amate il fai da te e i prodotti naturali, potete preparare in casa uno bio, economico ed efficace.

Per una pulizia delicata del viso mescolate un cucchiaino di miele liquido e uno di zucchero, amalgamate bene e applicatelo su volto e labbra con movimenti rotatori (evitando la zona degli occhi).

Risciacquate e, infine, stendete la crema idratante. Per il corpo, invece, mescolate un etto di sale grosso, dodici gocce di olio essenziale di menta e un cucchiaio abbondante di olio d'oliva: la menta regala un tocco in più energizzante e tonificante.

Caffè, troppe tazzine portano alla dipendenza i segnali del cervello


«L'abuso di caffè è un comportamento sottovalutato, capace di portare a una vera e propria dipendenza dalla caffeina con relativi sintomi come incapacità a ridurre il consumo e astinenza». Pubblicata sul Journal of Caffeine Research, la notizia allarmante muove da una nuova ricerca condotta dalla dottoressa Laura Juliano dell'American University Washington DC.

Secondo questo studio, le persone in preda alla dipendenza tendono a non ammettere il problema neppure in condizioni vulnerabilità come durante una gravidanza o in presenza di una diagnosi preoccupante come quella di disturbi della coagulazione o di patologie cardiache.

«Gli effetti negativi della caffeina non sono spesso riconosciuti come tali - ha spiegato Juliano -, perché si tratta di una droga socialmente accettabile e ampiamente consumata che è ben integrata nelle nostre abitudine e routine.

Ma mentre molte persone possono consumare caffeina senza danni, in alcuni questa sostanza può produrre effetti negativi, dipendenza fisica, interferire con il funzionamento quotidiano e dare sintomi di astinenza. Come mal di testa.

Gli adulti sani dovrebbero limitare il consumo di caffeina a non più di 400 mg al giorno. Le donne incinte dovrebbero consumarne meno di 200 mg al giorno e le persone che soffrono di ansia o insonnia, problemi cardiaci o urinari, pressione sanguigna alta e incontinenza dovrebbero ridurre notevolmente il consumo».

"Con la vitamina D si può dimagrire". Boom di prescrizioni, ma non serve a nulla


La vitamina D fa dimagrire, e gli esperti lanciano l'allerta. Una delle ultime 'leggende metropolitane' sulle diete, secondo cui sarebbe possibile dimagrire con la vitamina D, sembra prendere piede in Italia, con un aumento vertiginoso delle prescrizioni.  La 'strana coincidenza' è emersa durante la presentazione del rapporto Osmed dell'Aifa per i primi 9 mesi del 2013 oggi a Roma. «Abbiamo notato un consumo di vitamina D in crescita a due cifre negli ultimi anni - ha sottolineato Luca Pani, Direttore Generale dell'Aifa - soprattutto in regioni del Sud, dove c'è un'alta esposizione al sole, che quindi non renderebbe necessari supplementi.
Quello che è emerso è che si sta propagandando l'uso della vitamina D per dimagrire, una cosa che non ha nessuna base scientifica. Oltretutto la crescita è delle forme orali, che non vengono assorbite dall'organismo». Secondo il rapporto solo nel periodo considerato l'aumento è stato del 17,6% nelle prescrizioni e superiore al 30% nella spesa rispetto allo stesso arco di tempo del 2012. Non sono aumentate di pari passo le prescrizioni di calcio o dei farmaci che vedono insieme questo elemento e la vitamina, segno che il boom non è legato alla terapia dell'osteoporosi.  TESTOSTERONE Un caso analogo riguarda il testosterone, che anche in questo caso sta vedendo negli ultimi anni una crescita a due cifre delle prescrizioni, pari all'11,7% solo in questa edizione, oltre a un mercato clandestino sempre più fiorenti come testimoniato dai numerosi sequestri dei carabinieri dei Nas. «È una moda iniziata nelle palestre, e che si sta diffondendo anche fuori - ha spiegato Pani - ci sono molti uomini di mezza età che sono convinti che il testosterone aumenti la virilità, e se lo fanno prescrivere ogni sei mesi quando al massimo basterebbe una sola somministrazione».