martedì 21 ottobre 2014

I metodi giusti per depilarsi e mantenere l’abbronzatura


Dorata dal sole e liscia come la seta. Tutte le donne durante la stagione estiva desiderano avere una bella pelle abbronzata, baciata dal sole e completamente liscia, libera dai peli superflui. Peccato però che la bella stagione è il momento peggiore durante tutto l’anno per combattere la peluria in eccesso, ciò è dovuto al fatto che molti metodi di depilazione possono andare a rovinare e modificare l’abbronzatura vanificando le ore passate sotto il sole per sembrare più belle. Ad esempio la ceretta e la crema depilatoria, se usate possono schiarire l’abbronzatura poichè sono metodi che vanno a eliminare lo strato più superficiale della pelle.


Altri metodi invece modificano meno l’abbronzatura, stiamo parlando del rasoio e degli epilatori elettrici che non vanno a rovinare l’abbronzatura. Anche questi tipi di depilazione hanno un limite, sia d’estate che d’inverno e possono causare la follicolite.

I metodi di depilazione migliori per conservare l’abbronzatura

Ecco allora tutti i metodi di depilazione migliori da utilizzare al mare quando non vogliamo rovinare la nostra abbronzatura.

Il Rasoio:

Le lamette sono un ottimo alleato per depilarsi al mare. L’unico fattore negativo è che i peli ricrescono nel giro di pochissimi giorni, perché con il rasoio vengono tagliati alla base. Questo però è un ottimo epilazione-inguine-depilazione-zona-bikini-procedimento-formati-epilazione-pube-epilatometodo di depilazione estivo perché non elimina l’abbronzatura. Questo tipo di depilazione è adatta alla schiena e al torace di lui, ossia delle zone particolarmente ricche di ghiandole sebacee e a rischio di follicolite. Con la rasatura, senza lo strappo del bulbo, si può eliminare il rischio di follicolite. La rasatura inoltre costa molto poco, basti pensare che i rasoi monouso costano 20-30 centesimi, quelli per la depilazione femminile circa 10 euro.
L’unica avvertenza è quella di non usare quelli già utilizzati per depilarsi perché possono causare irritazioni, meglio usarne uno nuovo, usa e getta. Per evitare i tagli, che possono far male con il sole, prima di depilarti ammorbidisci la pelle con dell’acqua tiepida, poi spalma la schiuma da barba oppure il sapone e passa la lametta contropelo. Per disinfettare la parte che è stata depilata, usa una qualche crema lenitiva e astringente che sia a base di ossido di zinco e magnesio silicato. Poichè d’estate la pelle tende a seccarsi, ogni giorno ricordati di mettere il doposole, che aiuta l’abbronzatura.

Gli epilatori elettrici

D’estate per conservare l’abbronzatura sono ottimi anche i piccoli apparecchi che vanno a corrente come il silk epil, da usare a casa quando si ha poco tempo. Questi strumenti funzionano grazie a delle lame rotanti che pinzano il pelo e direttamente lo strappano, insieme con il suo bulbo, come se fossero delle pinzette. I silk epil costano da 30 a 100 euro, non danno particolari problemi alla pelle abbronzata, perché non eliminano la pelle perciò non la schiariscono, inoltre garantiscono una ricrescita dopo 7-10 giorni.

L’unico rischio è quello della follicolite, per scongiurarla prima della depilazione bagna la parte da depilare con acqua tiepida e massaggiala usando un guanto in fibra di cellulosa, per poter ammorbidire la cute ed eliminare tutti i peli sotto pelle. Dopo l’epilazione, applica delle creme a base di ossido di zinco e magnesio silicato, mentre se hai una pelle molto sensibile, puoi utilizzare una crema antibiotica oppure un detergente alla clorexidina. Questi epilatori invece vanno evitati sulla zona dell’inguine e delle ascelle e non vanno adoperati su peli corti.

La ceretta:

La ceretta come metodo di depilazione deve essere usata in estate con qualche cautela. Lo strappo infatti garantisce una pelle particolarmente liscia per 15-30 giorni, perchè toglie il pelo con il suo bulbo. D’estate può portare via lo strato più esterno della pelle e di conseguenza schiarire l’abbronzatura. Per poter salvaguardare la tintarella basterà stendere un velo di talco sulla zona da depilare, in tal modo la cera si attacca al pelo, ma non alla pelle. Inoltre, soprattutto d’estate quando si suda in modo particolare, la ceretta può causare la follicolite.

Per ridurre il dolore, prima di iniziare a fare la ceretta si consiglia di passare una spugna con acqua calda per dilatare i pori oppure si consiglia di appoggiare sulla zona da depilare un sacchetto col ghiaccio per poterla anestetizzare. Per togliere al meglio i residui di cera, usa delle salviettine, ma anche gli oli oppure le creme grasse.

Le creme depilatorie:

Le creme depilatorie, soprattutto d’estate, sono uno dei sistemi più delicati per poter rimuovere i peli, se vengono usate bene. D’estate utilizzatele con qualche cautela, infatti il rischio è che vadano ad intaccare la cheratina dello strato superficiale della pelle, schiarendo l’abbronzatura. L’effetto è molto simile al rasoio e i peli ricrescono in un periodo pari a cinque – sette giorni. Il consiglio è quello di usare la crema di sera, sciacquando poi bene con l’acqua. I residui chimici che si trovano sulla cute potrebbero poi fare reazione con i raggi Uv e andare a causare delle discromie.

lunedì 22 settembre 2014

Tintarella pericolosa: farsi una lampada aumenta il rischio tumori del 16%



Tintarella pericolosa. L'estate sta finendo, l'abbronzatura sbiadisce e cresce la tentazione di ravvivarla sotto un lettino. Ma l'oncologo avverte: «Non esistono lampade solari sicure».   A ribadire «con forza l'estrema pericolosità» della tintarella artificiale è Tonino Pedicini, direttore generale dell'Istituto Pascale di Napoli, oggi durante la presentazione di un fumetto che sarà distribuito nelle scuole del Sud Italia per la prevenzione del melanoma.  «Un recente studio pubblicato dal 'Journal of the American Academy of Dermatology', dell'università di Ottawa» in Canada, «ha sottolineato che il rischio associato anche a una singola esposizione aumenta in media del 16%. Se si superano le 10 sedute si arriva addirittura a un + 34%», avverte l'esperto, ricordando che «il ministero della Salute ha vietato l'uso di queste apparecchiature agli under 18».

Tiroide 'in provetta', scienziati vicini alla svolta storica



Gli scienziati partiranno dalle cellule staminali estratte dalla pelle e potranno così ottenere la tiroide 'in provetta'.   Secondo quanto è emerso al Congresso Annuale della Società Europea degli Organi Artificiali - ESAO all'Università Cattolica di Roma, il gruppo di Sabine Costagliola dell'Università di Bruxelles ha dimostrato che è possibile trasformare cellule staminali prelevate da pelle di topo (chiamate cellule mesenchimali) in cellule tiroidee perfettamente funzionanti.  Si tratta di risultati importanti, benchè preliminari, afferma Celestino Pio Lombardi, direttore dell'Unità di Chirurgia Endocrina del Gemelli/CIC dell'UCSC, «che ci hanno indotto a stringere con Costagliola una collaborazione per mettere insieme le rispettive expertise e provare a lavorare con cellule umane di pazienti e ripetere i risultati che lei ha ottenuto con cellule animali».  Le malattie tiroidee e i tumori che richiedono l'asportazione della ghiandola sono sempre più diffusi e i pazienti che subiscono l'asportazione devono poi prendere ogni giorno gli ormoni tiroidei sostitutivi che, comunque, non sempre risultano una terapia efficace.  Per molti di loro si guarda al futuro con la sostituzione della ghiandola o con una terapia cellulare in grado di ripristinare nell'organismo un quantitativo adeguato di cellule tiroidee funzionanti. Per questo vi è la volontà di intraprendere una strada nuova: provare a produrre in provetta cellule tiroidee funzionanti su misura di paziente in modo da evitare reazioni di rigetto.  «Vorremmo tentare, con Costagliola - afferma Lombardi - di prendere cellule staminali dal sottocute di pazienti e trasformarle con adeguati stimoli in cellule tiroidee in grado di produrre gli ormoni». Ovviamente questo tipo di approccio richiederà tempo prima di ottenere risultati certi e affidabili, conclude. Le cellule tiroidee così prodotte dovranno rispondere a certi criteri prima di poter essere impiantate nei pazienti.

martedì 24 giugno 2014

“Le donne single sono più magre e in forma, quelle innamorate tendono a ingrassare”



 La prova costume è alle porte, ma a dare qualche chilo di troppo non sono solo carboidrati e pigrizia ma anche l’amore. Secondo uno studio, infatti, le donne che vivono una relazione felice tendono ad ingrassare e la media è di 1,8 chili per ogni anno di matrimonio, convivenza e relazione felice.
Il sondaggio, condotto dal portale SugarBBW.it, mostra come il 58% delle donne sia ingrassata il primo anno di matrimonio o convivenza con il proprio partnere, quindi quello che dovrebbe essere più felice.  Il motivo dei chili di troppo è legato al numero di cene fuori in aumento e la sedentarietà legata alla voglia di stare insieme.
Solamente il 12% delle coppie che hanno partecipato al sondaggio affermano di tenersi in forma e di non abbandonarsi alla vita da divano.

mercoledì 9 aprile 2014

Denti, troppo colluttorio: si alza rischio tumore in bocca

 

L’uso troppo frequente dei colluttori, soprattutto quelli che contengono alcol, può portare a un maggiore richio di sviluppare un tumore della bocca. Impiegarli più di tre volte al giorno per i risciacqui dopo aver lavato i denti con lo spazzolino, infatti, potrebbe favorire la penetrazione di sostanze cancerogene.
E’ quanto emerge da una ricerca della University of Glasgow Dental School, pubblicata sulal rivista Oral Oncology. Esaminando 1962 pazienti che avevano un tumore della bocca e 1993 persone sane in 13 centri di nove diversi paesi, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che non sarebbe consigliabile utilizzare di routine il colluttorio, salvo che in alcuni casi.  «Ci sono situazioni e condizioni nelle quali il dentista può prescriverlo, ad esempio perché il paziente haun basso flusso salivare anche a causa delle medicine che rpende – spiega David Conway che ha svolto la ricerca – ma in generale ciò che è raccomandabile è lavare i denti dopo i apsti principali con un dentifricio al fluoro e riscquarli bene, oltre a fare periodici check up dal dentista». Anche una cattiva igiene orale può portare, infatti, a sviluppare un tumore della bocca, avvertono gli studiosi, e il problema riguarda anche chi ha una dentiera e chi mastica spesso le gomme».

Fare la pipì in piscina fa male alla pelle: ecco perchè



 Dite la verità, qualche volta è scappata anche a voi. E continuate a dire la verità: almeno una volta non siete riusciti a trattenerla. Ebbene, da oggi c’è una motivazione scientifica che vi invita a non farlo più.
Secondo quanto comunicato dagli scienziati dell’Università di Purdue, nell’Indiana (Stati Uniti), e cinesi dell’Università Agricola della Cina, esiste un vero e proprio rischio chimico alla base della miscelazione di urina e cloro: il contatto tra queste due sostanze, infatti, crea delle tossine letali per la pelle.  Si vengono a formare due composti: il cloruro di cianogeno e la tricloramina. Possono provocare irritazione della pelle, degli occhi, problemi respiratori e del sistema nervoso.

giovedì 3 aprile 2014

“Depilarsi il pube può far male alla salute”: ecco perché è meglio non farlo



Allarme infezioni per chi si sottopone alla depilazione pubica. Eliminare i peli sulle parti intime è ormai una moda diffusa tra le donne, ma rappresenterebbe un pericolo per la salute. E’ quanto emerge da uno studio spagnolo dell’Accademia di Dermatologia di Barcellona.   Senza peli il rischio di infezioni, irritazioni e di malattie a trasmissione sessuale è più alto. Del resto la “vegetazione pubica” è funzionale proprio alla salvaguardia delle infezioni sessuali.  I RISCHI Tra i rischi della depilazione intima ci sono forti irritazioni per non parlare della condilomatosi e la comparsa di verruche, Papilloma virus, herpes e altre malattie.

giovedì 27 marzo 2014

"L'inchiostro dei tatuaggi è cancerogeno". Allarme in Italia, presunte sostanze tossiche



Le autorità sanitarie di mezzo mondo stanno tenendo sotto osservazione un particolare pigmento per tatuaggi, chiamato Eternal INK Bright Orange. Il Ministero della Salute italiano, addirittura, ha messo al bando questo materiale, considerato altamente pericoloso per la salute umana.   Il motivo è che contiene sostanze cancerogene: l'allarme parte proprio dall'Italia, dove l’Azienda regionale protezione ambientale (Arpa) del Piemonte, in occasione di un'indagine nei laboratori di tatuaggi, ha scoperto queste boccette di inchiostro Eternal INK Bright Orange, realizzate negli Stati Uniti. La sostanza è ricca di 2-4-Diamminotoluene, una sostanza altamente tossica.

domenica 23 marzo 2014

Ridere fa bene alla salute e allena il cervello, il sarcasmo rende depressi



 Ridere fa bene alla salute e a dirlo non è solo la saggezza popolare ma anche la scienza. Un sorriso accennato o una risata a crepapelle sono una forma di ginnastica che allena il cervello ad essere più forte, elastico e capace di affrontare situazioni difficili e stressanti. Alla pari di una sessione di spinning o di una bella corsa, l’umorismo è la palestra della mente e fa anche bene al sistema immunitario.  Certo, tutto dipende da come e su cosa si ride. Essere sardonici infatti fa male, indica autopunizione, poca autostima e aumenta la depressione. Lo sostiene Scott Weems, neuro scienziato cognitivo alla University of Mariland e autore del nuovo libro ‘Ah! The science of when we laugh and why’ (in vendita negli Stati Uniti e su amazon in lingua inglese), dove riporta le ultime ricerche sull’argomento, oltre che aneddoti divertenti e qualche battuta. Il saggio così risponde alla atavica domanda ‘perchè ridiamo?’ notoriamente rimasta priva di risposta. Scrive Weems sul quotidiano statunitense Wall Street Journal che «il senso dell’umorismo è tutt’altro che superficiale, nasce da un profondo conflitto del cervello e rinforza anche il sistema immunitario.  Come per l’esercizio fisico, l’umorismo aiuta a tenere il cervello allenato di fronte ad eventi fortemente stressanti e difficili da interpretare». Avere un attivo senso dell’umorismo aiuta a prendere di più dalla vita, sia dal punto di vista cognitivo che a livello emotivo. Un esperimento condotto da uno psicologo della University of North Carolina, citato nel saggio di Weems, dimostra che chi si fa sane risate guardando un film comico, ad esempio, reagisce meglio alla visione di pellicole successive contenenti morti macabre.  Guardare commedie raddoppia le nostre capacità a risolvere i dubbi e guardarle prima dei film horror costituisce un toccasana per far calare lo stress psicologico. «Ciò non significa che ogni sorta di humour sia utile – sottolinea lo studioso -. Avere una attitudine al sarcasmo, essere sprezzanti e canzonatori può fare male alla salute, in particolare se si sbeffeggia la propria vita. Studi condotti all’università della Western Ontario dimostrano che chi possiede questo tipo di umorismo ha più alti tassi di depressione degli altri, più elevati livelli di ansia e bassa autostima». Lo studioso cita a proposito una battuta classica ed emblematica ‘Io e mia moglie siamo stati felici per 20 anni, poi ci siamo sposatì.

sabato 15 marzo 2014

Dieta per perdere 5 kg in modo semplice e veloce


La dieta per perdere 5 kg deve essere studiata molto bene: ovviamente per un dimagrimento così incisivo, il programma deve essere ipocalorico ma anche vario per evitare che dopo due giorni di dieta non ci si stufi di mangiare sempre le solite cose. Proprio per questo, oggi vi proponiamo due esempi di dieta: la prima è quella metabolica, studiata appunto per dare una scossa al metabolismo, mentre la seconda è la dieta del minestrone, una delle più amate e seguite in tutto il mondo. Ricordate sempre di integrare la vostra dieta con almeno due o tre litri di acqua al giorno.


LUNEDI’
 
Colazione: tè o caffè non zuccherati; 3 fette biscottate integrali o 4 biscotti secchi tipo gallette; un bicchiere di latte scremato o uno yogurt magro
Spuntino: un frutto fresco o una spremuta di arancia non zuccherato
Pranzo: 50 g di pasta integrale al pomodoro con una spruzzata di grana grattugiato; insalata mista di ortaggi crudi; un caffè senza zucchero
Merenda: una tazza di tè o un caffè; una mela
Cena: antipasto di verdura cruda o frutta fresca intera o in macedonia; minestrone o passato di verdura senza pasta o riso; 200 g di pesce cotto ai ferri o al forno; insalata mista; mezzo panino integrale (30 g)
 
MARTEDI’
 
Colazione: tè o caffè non zuccherati; 3 fette biscottate integrali o 4 biscotti secchi tipo gallette; un bicchiere di latte scremato o uno yogurt magro
Spuntino: un frutto fresco o una spremuta di pompelmo non zuccherata
Pranzo: 160 g di ricotta con mezzo Panino integrale (30 g); inso cita mista di ortaggi crudi; un caffè non zuccherato
Merenda: una tazza di tè o un caffè; una pera
Cena: antipasto di verdura cruda o frutta fresca intera o in macedonia; minestrone o passato di verdura senza pasta o riso; cartoccio ai funghi; insalata mista; mezzo panino integrale (30 g)

MERCOLEDI’

Colazione: tè o caffè non zuccherati; 3 fette biscottate integrali o 4 biscotti secchi tipo gallette; un bicchiere di latte scremato o uno yogurt magro
Spuntino: un frutto fresco o una spremuta di pompelmo non zuccherato
Pranzo: insalata di fagioli; insalata mista di ortaggi crudi; un caffè senza zucchero
Merenda: una tazza di tè o un caffè; un kiwi
Cena: antipasto di verdura cruda o frutta fresca intero o in macedonia; minestrone o passato di verdura senza pasta o riso; 2 uova sode o alla coque; insalata mista; mezzo panino integrale (30 g)

GIOVEDI’

Colazione: tè o caffè non zuccherati; 3 fette biscottate integrali o 4 biscotti secchi tipo gallette; un bicchiere di latte scremato o uno yogurt magro
Spuntino: un frutto fresco o una spremuta di arancia non zuccherata
Pranzo: 50 g di riso integrale con verdure; insalata mista di ortaggi crudi; un caffè non zuccherato
Merenda: una tazza di tè o un caffè; una mela
Cena: antipasto di verdura cruda o frutta fresca intera o in macedonia; minestrone o passato di verdura senza pasta o riso; brodetto di pesce*; insalata mista; mezzo panino integrale (30 g)

VENERDI’

Colazione: tè o caffè non zuccherati; 3 fette biscottate integrali o 4 biscotti secchi tipo gallette; un bicchiere di latte scremato o uno yogurt magro
Spuntino: un frutto fresco o una spremuta di arancia non zuccherata
Pranzo: spaghetti alle vongole*; insalata mista di ortaggi crudi; un caffè non zuccherato
Merenda: una tazza di tè o un caffè; un kiwi
Cena: antipasto di verdura cruda o frutta fresca intera o in macedonia; minestrone o passato di verdura senza
pasta o riso; 150 g di carne ai ferri; insalata mista; mezzo panino integrale (30 g)

SABATO

Colazione: tè o caffè non zuccherati; 3 fette biscottate integrali o 4 biscotti secchi tipo gallette; un bicchiere di latte scremato o uno yogurt magro
Spuntino: un frutto fresco o una spremuta di pompelmo non zuccherata
Pranzo: 160 g di formaggio light con mezzo panino integrale (30 g); insalata mista di ortaggi crudi; un caffè non zuccherato
Merenda: una tazza di tè o un caffè; una pera
Cena: antipasto di verdura cruda o frutta fresca intera o in macedonia; minestrone o passato di verdura senza pasta o riso; 50 g di prosciutto crudo o cotto sgrassato; insalata mista; mezzo panino integrale (30g)

DOMENICA

Colazione: tè o caffè non zuccherati; 3 fette biscottate integrali o 4 biscotti secchi tipo gallette; un bicchiere di latte scremato o uno yogurt magro
Spuntino: un frutto fresco o una spremuta di arancia non zuccherata
Pranzo: 50 g di riso integrale ai carciofi; insalata mista; un caffè non zuccherato
Merenda: una tazza di tè o un caffè; una pesca
Cena: antipasto di verdura cruda o frutta fresca intera o in macedonia; minestrone o passato di verdura senza pasta o riso; 150 g di fesa di tacchino ai ferri; insalata mista; mezzo panino integrale (30 g)
Dieta del minestrone

PRIMO GIORNO

Colazione: caffè o tè; mele e pere
Spuntino: succo di frutta non zuccherato
Pranzo: minestrone; mele
Merenda: succo di frutta non zuccherato
Cena: minestrone; pere
Variante: le mele e le pere previste possono essere sostituite da frutta a scelta (escluse uva e banane) che può essere anche cotta o in scatola senza zuccheri aggiunti.

SECONDO GIORNO

Colazione: caffè
Spuntino: tè
Pranzo: minestrone; bietole e cicoria o indivia e broccoletti cotti oppure radicchioverde
Merenda: tè o caffè
Cena: minestrone; 200 g di patate lesse con 10 g di burro
Variante: le patate con il burro possono essere sostituite da 350 a di funghi cucinati con 2 cucchiaini di olio extra vergine di oliva

TERZO GIORNO

Colazione: tè o caffè; pere e ananas
Spuntino: succo di frutta senza zucchero
Pranzo: minestrone; carote e carciofi crudi o cotti
Merenda: succo di frutta senza zucchero
Cena: minestrone; peperoni, melanzane e zucchine alla griglia
Variante: le pere e l’ananas della colazione possono essere sostituite da frutta a scelta (escluse uva e banane), che può essere anche cotta o in scatola senza zuccheri aggiunti

QUARTO GIORNO

Colazione: cappuccino preparato con 200 ml di latte scremato; banane
Spuntino: tè o caffè
Pranzo: 200 g di yogurt magro; una banana
Merenda: tè
Cena: minestrone; un frappé preparato con 200 ml di latte e una banana
Variante: i 200 9 di yogurt del pranzo possono essere sostituiti da 150 g di ricotta o da 120 g di mozzarella o di gorgonzola o di caciotta

QUINTO GIORNO

Bere 1,5-2 litri di acqua oligominerale
Colazione: caffè
Spuntino: tè
Pranzo: 300 g di pesce al vapore (merluzzo, sogliola, nasello); pomodori
Merenda: tè
Cena: minestrone; 200 g di pesce alla griglia (orata, spigola, rombo)
Varianti: a pranzo i 300 g di pesce alla griglia possono essere sostituiti da 300 g di calamari o seppie alla griglia; a cena i 300 g di pesce alla griglia si possono sostituire con 150 g di tonno al naturale o con 100 g di salmone affumicato

SESTO GIORNO

Colazione: caffè
Spuntino: tè
Pranzo: una o 2 bistecche di vitellone o manzo alla griglia; zucchine e finocchi al vapore
Merenda: tè
Cena: minestrone; 300-400 g di pollo arrosto senza pelle
Variante: a cena al posto del pollo arrosto si possono mangiare 250 g di tacchino arrosto

SETTIMO GIORNO

Colazione: caffè
Spuntino: succo di frutta senza zucchero
Pranzo: 150 g di riso integrale con verdure a piacere; asparagi, cipolle e carote al vapore
Merenda: succo di frutta senza zucchero
Cena: minestrone; barbabietole e cetrioli

mercoledì 12 marzo 2014

Correre fa restare giovani: rallenta l'invecchiamento del cervello




Un test condotto sui topi, nell'istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche, ci dimostra che correre aiuta a 'ringiovanire' il cervello.   Secondo i ricercatori i nuovi dati aprono nuove prospettive nell'ambito della medicina rigenerativa del sistema nervoso centrale. Finora era noto che l'esercizio fisico porti benefici anche al cervello, favorendo la produzione di nuovi neuroni.  Adesso per la prima volta si dimostra che correre può stimolare la produzione di nuove cellule staminali, rallentando in questo modo il processo di invecchiamento del cervello e favorendo capacità fondamentali, come la memoria.  «Questa ricerca ha scardinato un dogma della neurobiologia». rileva il coordinatore della ricerca, Stefano Farioli-Vecchioli. «Finora - prosegue - si pensava che il declino della neurogenesi nell'età adulta fosse irreversibile». I test sono stati condotti su topi privi del gene chiamato Btg1, che in condizioni normali agisce come un freno alla proliferazione delle cellule staminali. Osservando gli effetti prodotti su questi topi dalla corsa, i ricercatori hanno osservato che «nel cervello adulto un esercizio fisico aerobico come la corsa blocca il processo di invecchiamento e stimola una massiccia produzione di nuove cellule staminali nervose nell'ippocampo, aumentando le prestazioni mnemoniche».  Lo studio è stato condotto nel laboratorio diretto da Felice Tirone, che da anni studia alcuni meccanismi molecolari che regolano i processi di proliferazione e differenziamento dei neuroni nel cervello adulto, in collaborazione con Vincenzo Cestari dell'università Sapienza di Roma. Per b«la scoperta pone le basi per ulteriori ricerche mirate ad aumentare la proliferazione delle staminali adulte» nel cervello e su topi modello di malattie come Alzheimer e Parkinson. I risultati - rileva - avranno delle implicazioni molto importanti per la prevenzione dell'invecchiamento e della perdita di memorie ippocampo-dipendenti.

Alzheimer, un test del sangue predice l'arrivo della malattia due anni prima



Un test del sangue che 'predice' l'arrivo dell'Alzheimer quando non si hanno ancora sintomi. È quanto ha individuato un gruppo di scienziati dell'americana Georgetown University che hanno pubblicato i loro risultati in uno studio apparso sulla rivista britannica 'Nature Medicine'. L'esame permette di scoprire, con una precisione superiore al 90%, se una persona va incontro a una forma di demenza senile e di deterioramento cognitivo nei successivi 2-3 anni.  Questo dà modo di intervenire per tempo e contrastare la malattia in quei soggetti che l'hanno ancora a uno stadio 'latentè e non hanno sviluppato sintomi. Il test è in grado di identificare i 10 tipi di lipidi (grassi) che fungono da marcatori in grado 'predirè l'insorgenza della malattia. L'esame sarà ora testato in studi clinici più ampi.

giovedì 13 febbraio 2014

San Valentino, per uno su due una festa che genera stress



La festa di San Valentino? Per 5 persone su 10 è solo stress. E' quanto emerge da un questionario on line promosso dall'Associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap) al quale hanno risposto 500 persone, uomini e donne, tra i 20 e i 60 anni.
«San Valentino può essere romantico, sexy, all'insegna di fiori, cene al lume di candela, dolcezze - afferma Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente Eurodap - ma può anche generare malumori perché spesso si hanno aspettative molto alte rispetto, invece, a quello che poi generalmente si verifica».

«Cinque persone su dieci che hanno risposto al nostro questionario hanno affermato che la festa di San Valentino genera stress - aggiunge l'esperta - soprattutto nella scelta del regalo al partner e nella situazione da vivere insieme. Il giorno degli innamorati preoccupa più le coppie mature perché, dopo tanti anni di vita uno accanto all'altro, è più difficile creare una situazione romantica, mentre le coppie giovani si preoccupano molto del regalo da fare».

Da questionario è emerso inoltre che due uomini su tre desidererebbero festeggiare San Valentino facendo sesso con la propria partner, mentre è una donna su tre ad avere lo stesso desiderio.

«In un momento sociale così complesso e stressante, in cui già la coppia risente fortemente delle tensioni che si producono nel quotidiano, è importante - dice ancora l'espeeta - fare in modo che questa ricorrenza produca invece armonia, complicità e contatto profondo».

sabato 8 febbraio 2014

Freddo e pelle secca lo scrub prima dell'idratante



 Durante l'inverno è comune notare come aumenti la secchezza della pelle e il colorito sia più spento. A questo peggioramento contribuiscono vari fattori: il rallentamento del ricambio cellulare; la minor esposizione al sole; il freddo; la ridotta cura rispetto all'estate, per un corpo dimenticato e sepolto da strati di cappotti, maglioni, canottiere e collant a tenuta stagna.

Per ripristinarne l'equilibrio l'idratazione non basta e, prima della crema, è necessario liberare la pelle dalle cellule morte, affinché i principi attivi possano penetrare in profondità. Anche nei mesi freddi, dunque, lo scrub per viso e corpo è un prezioso alleato di bellezza.

Lo scrub va applicato sempre sulla pelle umida, appena dopo la doccia o dopo il bagno, per evitare che risulti troppo aggressivo, con movimenti lenti e circolari. Se amate il fai da te e i prodotti naturali, potete preparare in casa uno bio, economico ed efficace.

Per una pulizia delicata del viso mescolate un cucchiaino di miele liquido e uno di zucchero, amalgamate bene e applicatelo su volto e labbra con movimenti rotatori (evitando la zona degli occhi).

Risciacquate e, infine, stendete la crema idratante. Per il corpo, invece, mescolate un etto di sale grosso, dodici gocce di olio essenziale di menta e un cucchiaio abbondante di olio d'oliva: la menta regala un tocco in più energizzante e tonificante.

Caffè, troppe tazzine portano alla dipendenza i segnali del cervello


«L'abuso di caffè è un comportamento sottovalutato, capace di portare a una vera e propria dipendenza dalla caffeina con relativi sintomi come incapacità a ridurre il consumo e astinenza». Pubblicata sul Journal of Caffeine Research, la notizia allarmante muove da una nuova ricerca condotta dalla dottoressa Laura Juliano dell'American University Washington DC.

Secondo questo studio, le persone in preda alla dipendenza tendono a non ammettere il problema neppure in condizioni vulnerabilità come durante una gravidanza o in presenza di una diagnosi preoccupante come quella di disturbi della coagulazione o di patologie cardiache.

«Gli effetti negativi della caffeina non sono spesso riconosciuti come tali - ha spiegato Juliano -, perché si tratta di una droga socialmente accettabile e ampiamente consumata che è ben integrata nelle nostre abitudine e routine.

Ma mentre molte persone possono consumare caffeina senza danni, in alcuni questa sostanza può produrre effetti negativi, dipendenza fisica, interferire con il funzionamento quotidiano e dare sintomi di astinenza. Come mal di testa.

Gli adulti sani dovrebbero limitare il consumo di caffeina a non più di 400 mg al giorno. Le donne incinte dovrebbero consumarne meno di 200 mg al giorno e le persone che soffrono di ansia o insonnia, problemi cardiaci o urinari, pressione sanguigna alta e incontinenza dovrebbero ridurre notevolmente il consumo».

"Con la vitamina D si può dimagrire". Boom di prescrizioni, ma non serve a nulla


La vitamina D fa dimagrire, e gli esperti lanciano l'allerta. Una delle ultime 'leggende metropolitane' sulle diete, secondo cui sarebbe possibile dimagrire con la vitamina D, sembra prendere piede in Italia, con un aumento vertiginoso delle prescrizioni.  La 'strana coincidenza' è emersa durante la presentazione del rapporto Osmed dell'Aifa per i primi 9 mesi del 2013 oggi a Roma. «Abbiamo notato un consumo di vitamina D in crescita a due cifre negli ultimi anni - ha sottolineato Luca Pani, Direttore Generale dell'Aifa - soprattutto in regioni del Sud, dove c'è un'alta esposizione al sole, che quindi non renderebbe necessari supplementi.
Quello che è emerso è che si sta propagandando l'uso della vitamina D per dimagrire, una cosa che non ha nessuna base scientifica. Oltretutto la crescita è delle forme orali, che non vengono assorbite dall'organismo». Secondo il rapporto solo nel periodo considerato l'aumento è stato del 17,6% nelle prescrizioni e superiore al 30% nella spesa rispetto allo stesso arco di tempo del 2012. Non sono aumentate di pari passo le prescrizioni di calcio o dei farmaci che vedono insieme questo elemento e la vitamina, segno che il boom non è legato alla terapia dell'osteoporosi.  TESTOSTERONE Un caso analogo riguarda il testosterone, che anche in questo caso sta vedendo negli ultimi anni una crescita a due cifre delle prescrizioni, pari all'11,7% solo in questa edizione, oltre a un mercato clandestino sempre più fiorenti come testimoniato dai numerosi sequestri dei carabinieri dei Nas. «È una moda iniziata nelle palestre, e che si sta diffondendo anche fuori - ha spiegato Pani - ci sono molti uomini di mezza età che sono convinti che il testosterone aumenti la virilità, e se lo fanno prescrivere ogni sei mesi quando al massimo basterebbe una sola somministrazione».

mercoledì 22 gennaio 2014

Le nuove armi per combattere la cellulite





Cronobiologia e staminali per le creme di ultima generazione dalla texture fluida e facilmente assorbibile 

La cellulite è sempre la stessa, quello che cambia sono le formule per combatterla. Niente di magico, almeno a prima vista. In realtà, qualcosa di speciale c’è: sono i cosmetici che rendono subito la pelle più soda e tesa, magari anche con qualche effetto speciale, così anche l’umore migliora.
Oltre alla funzione “Photoshop”, i nuovi anticellulite si avvalgono anche delle recenti scoperte in campo scientifico: via libera alla cronobiologia per attaccare il grasso quando è più vulnerabile,
per non parlare delle onnipresenti staminali (che funzionano davvero).
E, dato che spesso la cellulite non arriva da sola, le formule di ultima generazione agiscono anche su smagliaturecircolazione e compattezza cutanea, in modo da regalare gambe leggere, una silhouette più snella e una pelle compatta e levigata. I risultati sono visibili in pochissimo tempo, soprattutto se l’applicazione avviene quotidianamente, magari dopo aver passato un guanto esfoliante: non di crine (troppo aggressivo, specie se soffrite di capillari), ma in microfibra, più delicato ed efficace.
Sempre a proposito di applicazione: dato che il tempo a disposizione è scarso (e poca è la voglia di passare ore a massaggiarci), le texture sono sempre più fluide e leggere, così sono assimilate in pochi istanti e cominciano ad agire rapidamente. Esattamente quello che vogliamo, giusto?

Bellezza fai da te: come realizzare una manicure a regola d'arte




Dalle prime cure alla maschera idratante, le 3 mosse ''tecniche'' con cui prenderci cura, da sole, delle nostre mani con risultati davvero impeccabili. 

 Con la collaborazione di Stefano Bongarzone, visagista delle dive e delle donne, che frequentano il sul Salone in via Agri a Roma, e noto stilista d'immagine che si dedica con passione al suo lavoro. Lo potete seguire in TV, su RaiUno, a Uno Mattina. 

 Sappiamo bene quanto le mani siano il nostro primo biglietto da visita, e proprio per questo, prestare cura alla loro salute e bellezza, è importante quanto l'avere rispetto per tutto il resto del corpo. Non bisogna limitarsi al solo imbellettarsi con uno smalto all'ultima moda: la cura delle mani non va confusa con quella delle unghie. Quindi, come se ci affidassimo ai trattamenti di un’esperta estetista, è possibile realizzare un'impeccabile manicure anche da sole, stando comodamente a casa propria: dal taglio e limatura delle unghie al peeling, per finire con una maschera idratante. Vediamo come fare.

Rughe: come decidere il trattamento più adatto


Dalla medicina estetica, le nuove soluzioni. Interventi efficaci ma soft, per contrastare e ridurre, quelli che, dopotutto, sono veri e propri inestetismi naturali.

Con la consulenza della dott.ssa Dvora Ancona, medico chirurgo esteticoe direttore del centro Juva di Milano e di New York.

Il processo di invecchiamento è il risultato di due fattori: quello fisiologico, naturale, dovuto al passare degli anni, e quello indotto da agenti esterni (il sole in primis: si parla di fotoinvecchiamento o photoaging), che portano all’elastosi, ovvero la perdita del tessuto elastico profondo. Diminuisce la produzione di collagene ed elastina, e la pelle fa più fatica a tornare nella sua posizione iniziale dopo un movimento, un sorriso, una smorfia. Quelle che a venticinque anni sono graziose linee di espressione, sono inesorabilmente destinate a diventare rughe permanenti. E saranno accompagnate da altre rughe di altra natura. In questo scenario, la buona notizia c’è: la tecnologia cosmetica e la medicina fanno continuamente passi da gigante per trattare e minimizzare le rughe, arrivando persino a cancellarle.

Ma quali sono le tecniche più innovative per ringiovanire?
Più Sani più Belli lo ha chiesto alla dottoressa Dvora Ancona, medico estetico.“Quando arriva una nuova paziente, a me basta un’occhiata per capire di cosa ha bisogno. Magari viene qui in studio con l’idea di fare un trattamento, ma in realtà non è quello più indicato. Allora le spiego per filo e per segno qual è il punto su cui intervenire e come si svolgerà la cura, senza tralasciare i dettagli del decorso. Dal mio punto di vista, è immediatamente chiaro come procedere: so per esempio che il botulino è solo per il terzo superiore (la zona della fronte), e che per il contorno occhi il massimo è il mio esclusivo Madonna Lift…”. 

Ci spiega le possibili soluzioni che propone ai suoi pazienti?
 “Certamente. Il Madonna Lift è una tecnica innovativa che si presenta come alternativa alla blefaroplastica e all’intervento chirurgico di ringiovanimento del contorno occhi: sfrutta il laser per rialzare la palpebra, cancellare le rughe laterali (le zampe di gallina) e rinfrescare globalmente lo sguardo. Il tutto, con pochissime sedute (da 1 a 4) e con un minimo di rossore e gonfiore per un paio di giorni.”

Ma il laser può essere usato anche sul resto del viso?
 “Assolutamente sì: il laser frazionato permette di ringiovanire di almeno dieci anni eliminando non soltanto le rughe, ma anche le lassità cutane e e le macchie brune. Il trattamento dura un’ora in tutto, tra la preparazione con la crema anestetica e il passaggio del laser vero e proprio. Il downtime è breve: due giorni appena di rossore e gonfiore”.

Qual è il trattamento antiage che consiglia maggiormente?
 “Senz’altro il Golden Lift. Si tratta di tecnica a radiofrequenza, con un campo magnetico bipolare, che presenta un manipolo con microaghi d’oro. Riduce le rughe, ha un notevole effetto lifting a lungo termine e rinnova la pelle rendendola compatta ed elastica. Il trattamento è semplice: si lascia agire per quaranta minuti una crema anestetica, poi si passa sulla zona da trattare il manipolo dotato dei microaghi. Si riattiva la formazione di collagene e i tessuti cutanei si rigenerano. Subito dopo, la pelle è già più tonica (nonostante sia inevitabilmente segnata da tanti minuscoli puntini rossi che scompaiono dopo un paio di giorni). Per una ventina di giorni è necessario proteggere la pelle con una crema a SPF molto alto, anche in inverno”.

Ciglia e sopracciglia da star!




Irresistibili strumenti di seduzione femminile, a patto di averle folte, lunghe e voluminose, impariamo come prendercene cura per regalare al nostro sguardo un’intensa profondità.

Ciglia e sopracciglia sono da sempre un cruccio per tutte noi che ben conosciamo i poteri ammaliatori di uno sguardo profondo, intenso, capace di far passare in secondo piano qualsiasi altra imperfezione o inestetismo del viso. Inutile illudersi di avere un’espressione sexy e felina se si hanno ciglia talmente sottili da risultare invisibili, o pensare di apparire fresche e riposate con sopracciglia scarmigliate e dalla forma indefinita. Ricordate? Un tempo, l’unica speranza di assistere a un rinfoltimento delle proprie ciglia e sopracciglia, era riposta nell’olio di ricino, un rimedio “domestico”, tramandato di generazione in generazione. Risolutivo o meno, se non ben dosato, lasciava sugli occhi quella fastidiosa sensazione collosa finché non era rimosso, costringendo a sopportare seccanti lacrimazioni. Le più pazienti tra noi, per ovviare a quello che da sempre è ritenuto un vero e proprio cruccio, ciglia rade, deboli, e sopracciglia sfoltite e senza forma, adottano la soluzione delle ciglia finte. Ma a parte Betty Boop, Jessica Rabbit e Madonna (e Lara Croft, Valentina Crepax, Marlene Dietrich, Greta Garbo, Daria Werbowy, Michelle Obama etc.), quante di noi possono resistere ad attaccare e staccare ciuffi e nastrini di peletti più o meno sintetici? E a poco serve anche il mascara, indispensabile alleato per accrescere una lunghezza e una curvatura già di per sé discrete, ma completamente inefficace, anche quello più volumizzante, quando si ha a che fare con ciglia corte e, soprattutto, diradate.

Come rimediare?
Oggi, due nuovi prodotti, nati dopo anni di ricerca e interminabili test nei laboratori della Lifetech Resources LLc, in California, si prendono cura in modo naturale e risolutivo di queste due parti importantissime del volto. RapidLash® & RapidBrow® sono sieri incolore e inodore, pratici da usare, costituiti da principi attivi in grado di interagire con i bulbi piliferi nutrendoli, aumentandone la consistenza e alimentandone le cellule.  I risultati sono visibili già dopo poche settimane di trattamento: ciglia e sopracciglia appariranno allungate, rinforzate, ringiovanite da una nuova flessibilità.E se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, RapidLash® & RapidBrow® regaleranno a tutte noi un’intensa profondità e una rinnovata seduzione!

venerdì 3 gennaio 2014

Alleviare i bruciori di stomaco con i cibi antiacido

Sono tantissime le persone che soffrono di bruciori di stomaco in maniera ricorrente, spesso e volentieri indipendentemente da ciò che mangiano. Questo non significa che la pirosi gastrica (questa la definizione medica del disturbo) non abbia nulla a che vedere con l’alimentazione, ma piuttosto che all’origine di questa iper produzione di succhi gastrici ci sono altre patologie.
Gastrite (ovvero infiammazione delle mucose interne dello stomaco) e reflusso gastroesofageo sono le malattie che più di frequente danno come sintomo i bruciori di stomaco. Anche lo stress incide non poco in tutti i disturbi a carico dell’apparato digerente. 


Yogurt (contrariamente  a quanto ritenuto, il latte invece aggrava il problema, perché se inizialmente sembra dare sollievo, in fase digestiva produce sostanze irritanti per la mucosa gastrica)Tuttavia, anche se la causa scatenante della pirosi gastrica non è di natura alimentare, è altrettanto vero che proprio attraverso una dieta mirata possiamo alleviare questo fastidioso problema, che ci provoca dolori, affatica il nostro stomaco e può renderci davvero la vita molto più complicata. Chi soffra di bruciori di stomaco in modo ricorrente, sa bene quanto questo problema possa diventare sgradevole e far letteralmente passare la voglia di godersi un buon pranzo, magari con gli amici. In commercio esistono molti farmaci adatti, medicinali antiacido che, però, sono in effetti dei palliativi. Durante la fase acuta del disturbo, è meglio organizzare i nostri menù puntando su cibi “sfiammanti” (ovvero alcalini, che contrastino l’iperacidità), che riducano e assorbano i succhi gastrici alleviando il nostro bruciore. Vediamo una lista dei più indicati:
  • Pesce magro cucinato in modo leggero e condito a crudo (merluzzo, platessa, sogliola, nasello, rana pescatrice eccetera)
  • Carne magra cucinata in modo leggero
  • Verdura cotta come le bietole, gli spinaci i broccoli 
  • Patate, carote e zucchine lesse o al vapore 
  • Banane
  • Mele e pere non acide, anche cotte al forno
  • Pane con poca mollica o leggermente tostato
  • Fette biscottate
  • Pasta e riso cucinati al dente in porzioni ridotte e conditi in modo leggero (evitate il sugo di pomodoro, che è acido)
Da evitare, invece, tutti i frutti e le verdure acide, gli zuccheri e le bevande alcoliche, i dolci, il latte e i derivati tranne lo yogurt, i cibi in scatola (ad esempio il tonno e i sottaceti, i sughi pronti e i dadi da brodo), pepe e peperoncino, cioccolato e menta, dolci di qualunque tipo e dolcificanti sintetici, bevande gassate. Quando si soffre di acidità e bruciori di stomaco bisogna inoltre cercare di consumare i pasti in tutta calma, masticando lentamente e alla perfezione ogni boccone prima di ingoiarlo, ed evitare pranzi e cene troppo ricchi di portate, così come i cibi grassi e iper conditi. Un piccolo sacrificio per un grande beneficio, è il caso di dirlo!

mercoledì 1 gennaio 2014

Restare magri dopo dieta? Ecco le regole doc

«Riprendere il peso perso dopo una dieta ferrea è più la regola che l'eccezione» afferma Erik Emmingsson, del Centro per l'obesità del dipartimento di medicina del Karolinska institutet di Stoccolma. E' coautore di una vasta analisi sugli effetti dele diete, pillole, integratori ed esercizio fisico sul mantenimento del peso corporeo dopo una dieta a basso o a bassissimo contenuto calorico, pubblicata sull'«American journal of clinical nutrition».
La ricerca, che ha passato in rassegna 20 trials clinici su 3.017 ex obesi che avevano perso in media 12,3kg, dimostra che per non riprendere il peso perso è meglio proseguire con un regime dieettico e muovrsi di più, ma anche che non tutto funziona.

Gli studiosi promuovono alimentazione iperproteica (con la quale sono stati persi ancora 1,5 kg, rispetto al gruppo di controllo) e i sostituti del pasto (-3,9Kg). La dieta a basso indice glicemico anche è efficace sebbene, sostengono i ricercatori, le conclusioni degli studi effettutati siano beno affidabili. L'esercizio fisico, in modo abbastanza sorprendente, non darebbe effetti chiari anche se gli effetti sono evidenti, quando misurabili.




Spiega Emmingsson: le ragioni dipendono dal tipo di studi che sono tati eseguiti. Generalmente si riferiscono a pazienti in presenza di patologie e quindi più orientati ad osservare gli effetti della fisioterapia piuttosto che dello sport. In una sola indagine, effettuata su soggetti sani che svolgevano una attività fisica di tipo normle, il movimento ha mostrato effetti simili a quelli ottenuti con le diete iperproteiche nella fase di mantenimento.

Bocciati, invece, gli integratori dietetici che darebbero risultati scarsi e nessun effetto dimagrante. Lo studio ha considerato anche l'uso delle pillole anti-obesità perché sono state studiate in passato nei trials clinici. Ma sono risultate pericolose per la salute e sono state ritirate.

«Il corpo mette in campo molti meccanismi di difesa contro la perdita di peso - spiega il ricercatore - aumentando la sensazione di fame, abbassando il metabolismo energetico. Così, negli anni, si tende a ripristinare le vecchie abitudini e ad ingrassare nuovamente. Evitare di ingrassare di nuovo è un'impresa ma ci sono metodi che possono aiutare»

Artrosi, gonfiori e rigidità i primi segnali

L'artrosi della mano, degenerazione progressiva delle cartilagini che rivestono le estremità delle ossa, provoca un consumo delle articolazioni che, con il passare del tempo, può portare a vere e proprie deformità (particolarmente alla base del pollice).

Colpisce specialmente le donne, a causa delle articolazioni più piccole rispetto a quelle degli uomini, con comparsa di sintomi intorno ai 50 anni: dita rigide, difficoltà nel sollevare pesi e nello stringere gli oggetti, gonfiore, dolore.






A essere a rischio chi compie lavori manuali (sarti, operai, impiegati che usano il computer o scrivono tutto il giorno), ma anche sportivi e chi ha predisposizione per patologie infiammatorie.

Per prevenire l'artrosi è importante evitare di stare troppe ore con il pugno chiuso, specie durante il sonno, di scrivere a lungo al pc senza pause, di sottoporre le mani a carichi eccessivi ripetutamente. Un aiuto arriva anche dall'alimentazione, che dovrebbe essere bilanciata, con un ridotto consumo di zuccheri, sale e grassi.

Da prediligere vegetali di stagione e cibi ricchi di Omega-3 come il pesce azzurro e il salmone. Bene anche che le categorie a rischio pratichino esercizi, almeno a giorni alterni: battere le dita su un tavolo, come se si volesse fingere di suonare un pianoforte, un minuto per mano; fare circonduzioni del polso (tenendo fermo l'avambraccio con l'altra mano), tre serie da tre per mano; stringere e aprire le mani al massimo possibile per dieci volte; aprire e chiudere le dita tenendo le mani di fronte al busto per cinque volte.

Dimagrisci con le vitamine

Per poter affrontare al massimo certi momenti della vita come la menopausa o una gravidanza (ma non solo) il nostro organismo necessita di incrementare la dose quotidiana di vitamine: conosciamole meglio e scopriremo che sono utili anche nel caso in cui si desideri dimagrire.



Anzitutto si dividono in due gruppi principali: le vitamine liposubili (A,D,E,K) che vengono immagazzinate dal nostro corpo per mesi, contenute nella parte grassa dei cibi e le vitamine idrosolubili (vitamine del gruppo B, vitamina C, acido folico, vitamine H, PP) che si sciolgono in acqua.

Le vitamine A, C ed E vengono chiamate anche “spazzini dell’organismo” e questo perché hanno un forte potere antiossidante ed aiutano quindi a tenere lontani i temuti radicali liberi. Quelle del gruppo A sono molto importanti anche per la salute degli occhi (ed in particolar modo della retina) e favoriscono la crescita; si possono trovare principalmente nelle uova e nelle verdure.
La vitamina C è contenuta principalmente negli agrumi e nei pomodori; come è noto potenza le difese immunitarie e svolge un’azione antitossica ed evita che il colesterolo vada a finire nei tessuti e nel sangue. Una sua carenza può causare diversi tipi di infezioni.
La vitamina E ha principalmente uno scopo antiossidante ed è contenuta nel fegato e nei cereali.
La vitamina D è invece indispensabile per la corretta crescita delle ossa e tiene lontano il rachitismo.
La vitamina E è contenuta soprattutto nelle verdure e se non assunta in dosi sufficienti può causare anemia.

La vitamina K contenuta soprattutto nei vegetali ha proprietà antiemorragiche.
Per mantenere in salute unghie e pelle è indispensabile la vitamina B2 che possiamo trovare nelle uova ma anche nei cerali integrali.
L’acido folico è importante soprattutto durante la gravidanza; assumerlo nelle dosi corrette consente un normale decorso della stessa. Ma una carenza di acido folico può causare anche malattie cardiovascolari. Si trova negli ortaggi, nei legumi, nel pesce, nel lievito di birra e nel fegato.

DURANTE LA MENOPAUSA

Le donne in questo periodo dovrebbero assumere vitamina A, D, B per contrastare gli effetti dell’invecchiamento.


VITAMINE PER DIMAGRIRE

Se volete perdere peso le vitamine che fanno al caso vostro sono la C, che ricordo essere contenuta principalmente in alimenti poco calorici e ricchi di fibre con un elevato potere saziante e depurativo ma anche la vitamina A che ha invece un effetto “anti-rilassamento” ed è quindi particolarmente indicata dopo una dieta per mantenere la pelle soda ed elastica.

Le vitamine del gruppo B mantengono il metabolismo attivo ed aiutano anche la tiroide a svolgere correttamente tutte le sue funzioni.

Il kiwi contro arteriosclerosi, ottimo per le donne incinta, ricco di magnesio

Il kiwi contiene molta vitamina C, addirittura superiore a limone, arancia e peperone: 100 grammi contengono almeno il 166% della quantità giornaliera raccomandata (addirittura il doppio di quella contenuta nelle arance). Tuttavia questa vitamina è molto fragile e tende a disintegrarsi con l’ aria e con il calore: per questo il kiwi è dotato di una robusta buccia esterna e di un intenso colore della polpa, il colore della clorofilla, capace di proteggere l’ integrità della vitamina E: un frutto (circa 100 grammi) fornisce più di un quinto delle quantità giornaliera consigliata.


Entrambe queste vitamine sono forti antiossidanti, che aiutano nella prevenzione dell’ arteriosclerosi. I kiwi poi sono anche una ricchissima fonte naturale di magnesio. L’ alimentazione occidentale è comunemente povera di magnesio e la carenza di questo sale minerale può causare disturbi al cuore, anomalie del tessuto muscolare cardiaco e aumento della pressione sanguigna.
Il kiwi, infine, è la scelta ottimale per la donna incinta perché contiene acido folico essenziale nella prevenzione di malformazioni neonatali, e per gli anziani perché attiva la sinergia di vari componenti di vitamine e sali minerali, ma, soprattutto, per lo sviluppo del potere antiossidante dato dai suoi flavonoidi.

Il kiwi svolge anche un’ azione dissetante, rinfrescante, diuretica e depurativa; grazie all’ elevato contenuto di vitamina C potenzia le difese immunitarie e protegge la parete vascolare. L’ inositolo gli conferisce proprietà lassative, e riduce l’ assorbimento del colesterolo.
Le calorie del kiwi variano a seconda della varietà, si va dalle 44 calore alle 60 in 100 gr di kiwi.

Magnesio, calcio e caffeina contro stanchezza, sbalzi d’ umore e ansia

L’ alimentazione deve essere ricca anche di due minerali, il magnesio e il calcio, necessari entrambi per la trasmissione degli impulsi nervosi e per la contrazione dei muscoli.


Il magnesio è presente in buona quantità nelle mandorle, nel mais, nelle noci e nelle sardine, mentre il calcio è abbondante nel latte, nello yogurt e nel formaggio. In definitiva, una prima colazione a base di yogurt, con muesli di cereali integrali e frutta secca, è la miglior medicina per affrontare la giornata con la giusta carica.
Anche un bel caffè, a metà mattina e dopo il pranzo, aiuta a ritrovare sprint e buonumore. Attenzione però a non esagerare: bere più di 4-5 espressi al giorno o superare le due tazze di caffè lungo all’ americana può anche dare l’ effetto contrario di indurre insonnia e, alla fine, ulteriore stanchezza. Per il break pomeridiano si può ricorrere al tè, meglio ancora se è quello verde, nel quale la caffeina è legata a particolari sostanze (tannini) che ne rallentano l’ assorbimento, evitando sbalzi di umore e garantendo una prolungata azione antifatica.

Via la malinconia con i messaggeri del buonumore

A proposito di sbalzi d’ umore, sono un altro dei problemi tipici del cambio di stagione, accompagnati da mancanza di entusiasmo, ansia e tristezza immotivata. E’ il caso allora di puntare su quei neurotrasmettitori (le sostanze che indirizzano i messaggi da una cellula all’ altra del tessuto nervoso e da una parte all’ altra del cervello) che la scienza indica come responsabili delle emozioni e dei nostri stati di animo: la serotonina, la noradrenalina e la dopamina.La loro presenza nell’ organismo porta serenità e buonumore, ma per poterle fabbricare l’ organismo ha bisogno di introdurre con il cibo particolari sostanze: il triptofano e la tirosina. Arachidi, mandorle, tuorlo d’ uovo, pollo, tacchino, bresaola, fegato, pesce azzurro e formaggi in genere, sono tutti buone fonti di triptofano, mentre la tirosina, si trova nei legume secchi, nei semi oleosi, nel germe di frumento, nei formaggi, nelle carni suine e nei peschi più grassi (come le sarde).

Allarme inverno: proteggi la pelle dal freddo

Con l’abbassamento delle temperature diventa indispensabile prendersi cura della propria pelle. Lo dice la Prof.ssa Gabriella Fabbrocini, docente di dermatologia e venereologia presso l’Università di Napoli Federico II, in un comunicato ufficiale. E non si tratta solo di estetica: col freddo le malattie della pelle sono in agguato.


I mesi invernali infatti non portano solo raffreddori e mal di gola. Una patologia comune è per esempio la psoriasi, malattia che provoca macchie scure e desquamazioni su tutto il corpo, in particolare su ginocchia e gomiti. “Come il sole riduce le manifestazioni di questa malattia, per inibizione dei meccanismi infiammatori, così il grande freddo la stimola e la acuisce”, afferma la Prof.ssa Fabbrocini.
Tra le malattie invernali della pelle rientra la rosacea: possono essere diversi i fattori scatenanti, come alterati processi di vasodilatazione, disfunzioni ormonali, predisposizione genetica e fattori ambientali. La rosacea colpisce soprattutto le donne e si manifesta con un iniziale arrossamento e teleangectasie (dilatazioni dei vasi sanguigni superficiali) su guance e naso, fino ad accompagnarsi nel peggiore dei casi a papule. Gli sbalzi di temperaturaaccentuano il vasospasmo e la conseguente comparsa del ‘flushing’, l’arrossamento cutaneo che porta una sensazione di bruciore. Consiglia la professoressa “Attenzione a non passare rapidamente dal clima rigido esterno agli ambienti riscaldati. In casa evitare le sorgenti di calore dirette e all’esterno proteggersi con sciarpa e capellino. Infine idratare quotidianamente la pelle con prodotti lenitivi e antiinfiammatori”,
Una patologia che colpisce soprattutto le più giovani è l’acne. Spiega la professoressa Fabbrocini che l’uso improprio di solari durante l’estate, l’esposizione ai raggi UV (con la convinzione, a volte impropria, che migliorino la patologia) creano un quadro negativo al rientro delle vacanze, aggravato dal fatto che con l’arrivo del freddo il pallore della pelle intensifica l’impatto estetico dei brufoletti “inducendo, soprattutto le donne, ad abusare di creme, unguenti e make-up che possono talvolta contenere sostanze comedogeniche che ‘tappano’ il follicolo sebaceo preparando il terreno alla comparsa di punti neri e brufoli”.
Anche le estremità del corpo, come mani, piedi, naso e orecchie sono soggette a rischio, in particolare a quello dei geloni, che avvengono quando il freddo rallenta la microcircolazione cutanea, la pelle si raffredda, compaiono chiazze arrossate e dolenti e, nei casi più gravi, vescicole e bolle. “In questo caso devono prestare particolare attenzione i pazienti che già soffrono di problemi di circolazione  sanguigna, diabete e fragilità capillare” avverte la professoressa. E naturalmente l’abbigliamento in generale ma soprattutto utilizzare guanti e cappelli diventa fondamentale.
Conclude la specialista “Per un’azione lenitiva in caso di couperose, rossori, acne e freddo si può fare poi ricorso a sostanze naturali quali il burro di karité, l’acqua termale e l’aloe vera”.