Tintarella pericolosa. L'estate sta finendo, l'abbronzatura sbiadisce e cresce la tentazione di ravvivarla sotto un lettino. Ma l'oncologo avverte: «Non esistono lampade solari sicure». A ribadire «con forza l'estrema pericolosità» della tintarella artificiale è Tonino Pedicini, direttore generale dell'Istituto Pascale di Napoli, oggi durante la presentazione di un fumetto che sarà distribuito nelle scuole del Sud Italia per la prevenzione del melanoma. «Un recente studio pubblicato dal 'Journal of the American Academy of Dermatology', dell'università di Ottawa» in Canada, «ha sottolineato che il rischio associato anche a una singola esposizione aumenta in media del 16%. Se si superano le 10 sedute si arriva addirittura a un + 34%», avverte l'esperto, ricordando che «il ministero della Salute ha vietato l'uso di queste apparecchiature agli under 18».
lunedì 22 settembre 2014
Tintarella pericolosa: farsi una lampada aumenta il rischio tumori del 16%
Tintarella pericolosa. L'estate sta finendo, l'abbronzatura sbiadisce e cresce la tentazione di ravvivarla sotto un lettino. Ma l'oncologo avverte: «Non esistono lampade solari sicure». A ribadire «con forza l'estrema pericolosità» della tintarella artificiale è Tonino Pedicini, direttore generale dell'Istituto Pascale di Napoli, oggi durante la presentazione di un fumetto che sarà distribuito nelle scuole del Sud Italia per la prevenzione del melanoma. «Un recente studio pubblicato dal 'Journal of the American Academy of Dermatology', dell'università di Ottawa» in Canada, «ha sottolineato che il rischio associato anche a una singola esposizione aumenta in media del 16%. Se si superano le 10 sedute si arriva addirittura a un + 34%», avverte l'esperto, ricordando che «il ministero della Salute ha vietato l'uso di queste apparecchiature agli under 18».
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Tiroide 'in provetta', scienziati vicini alla svolta storica
Gli scienziati partiranno dalle cellule staminali estratte dalla pelle e potranno così ottenere la tiroide 'in provetta'. Secondo quanto è emerso al Congresso Annuale della Società Europea degli Organi Artificiali - ESAO all'Università Cattolica di Roma, il gruppo di Sabine Costagliola dell'Università di Bruxelles ha dimostrato che è possibile trasformare cellule staminali prelevate da pelle di topo (chiamate cellule mesenchimali) in cellule tiroidee perfettamente funzionanti. Si tratta di risultati importanti, benchè preliminari, afferma Celestino Pio Lombardi, direttore dell'Unità di Chirurgia Endocrina del Gemelli/CIC dell'UCSC, «che ci hanno indotto a stringere con Costagliola una collaborazione per mettere insieme le rispettive expertise e provare a lavorare con cellule umane di pazienti e ripetere i risultati che lei ha ottenuto con cellule animali». Le malattie tiroidee e i tumori che richiedono l'asportazione della ghiandola sono sempre più diffusi e i pazienti che subiscono l'asportazione devono poi prendere ogni giorno gli ormoni tiroidei sostitutivi che, comunque, non sempre risultano una terapia efficace. Per molti di loro si guarda al futuro con la sostituzione della ghiandola o con una terapia cellulare in grado di ripristinare nell'organismo un quantitativo adeguato di cellule tiroidee funzionanti. Per questo vi è la volontà di intraprendere una strada nuova: provare a produrre in provetta cellule tiroidee funzionanti su misura di paziente in modo da evitare reazioni di rigetto. «Vorremmo tentare, con Costagliola - afferma Lombardi - di prendere cellule staminali dal sottocute di pazienti e trasformarle con adeguati stimoli in cellule tiroidee in grado di produrre gli ormoni». Ovviamente questo tipo di approccio richiederà tempo prima di ottenere risultati certi e affidabili, conclude. Le cellule tiroidee così prodotte dovranno rispondere a certi criteri prima di poter essere impiantate nei pazienti.
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